In vacanza con 4 maschi: guida alla sopravvivenza

In vacanza con 4 maschi: guida semiseria alla sopravvivenza

in vacanza con 4 maschi - guida alla sopravvivenza - vivere semplice

Andare in vacanza con i maschi è disperante. Vivere con loro tutto l’anno ok, ma andarci anche in vacanza è troppo! L’anno prossimo opterò per una vacanza al femminile, voglio solo amiche con le loro figlie. Si, perchè negli anni ho sviluppato il mito che le femmine sono più intelligenti e ragionevoli, più organizzate e meno zozzone e soprattutto hanno più buon gusto. Forse mi sbaglio e vi prego convincetemi che mi sto sbagliando.

Ho 3 figli maschi fantastici e un marito meraviglioo però quel che è giusto è giusto: i maschi vivono nel caos, perdono tutto, non si lavano se non costretti e non fanno altro che ridere. Non si stancano mai, amano le barzellette ma non capiscono i doppi sensi, non cercano mai di interpretare una frase, mangiano sempre e si appassionano a cagate come i go-kart.

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Questa vacanza mi è sembrata più faticosa di altre (forse lo dico tutti gli anni).
Siamo stati una settimana in uno dei campeggi più semplici e selvaggi in cui sia mai stata, ad Eraclea Minoa, tra Sciacca ed Agrigento, in Sicilia, sotto una pineta fittissima a ridosso del mare azzurro-caraibi e della spiaggia africana.

Tre ragazzini, di 12, 10 e 4 anni più un marito con la passione per la radio e le antenne sono state un vero colpo di grazia. Sono tornata con la sensazione di aver fatto tutto per loro e pochissimo per me, non ho scritto, ho letto poco e ho passato le giornate a redimere diatribe, trovare soluzioni per evitare litigi e togliere pidocchi. Altro che vacanze!

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Ecco perchè

Con una caparbia senza paragoni ho chiesto che i grandi lavassero i piatti tutti i giorni (e ci sono riuscita) e ho capito perchè quasi nessun genitore lo fa: è molto più faticoso che non lavarseli da sè.

Con una tempistica esagerata li ho obbligati a fare compiti tutti i giorni  giusto per avere almeno un’oretta di tempo per leggere, dormire o stare a fissare il vuoto (i compiti della scuola steineriana sono più difficili di quelli “normali”. Rimpiango quardo ero bambina e potevo fare 40 esercizietti senza pensarci su.. loro devono leggere il Piccolo Principe e inventare personaggi che pensino, che abbiano qualcosa  da dire…insomma devono sforzarsi di usare la fantasia e di metterla nero su bianco, cosa che gli viene assai difficile)

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Lorenzo Pedro il dodicenne, che di solito comincia con i tuffi il primo giorno e non lo si vede per tutta la vacanza si è preso l’otite  e non ha potuto più fare il bagno: risultato ha passato la vacanza a lamentarsi e a chiedere chi voleva batterlo a ping pong.

Metteteci in più il  detox week, ovvero astinenza da telefono, internet, social e email. E’ stata davvero dura. Posso scrivere una guida alla sopravvivenza solo perchè è passata, e sono qui a raccontarvelo in modo semi-serio. Ecco quali sono le cose non farò più:

  • andare in vacanza senza amici: la condivisione è necessaria (quando è troppo è troppo anche per una famiglia felice)
  • scegliere un luogo selvaggio e isolato: i ragazzi hanno bisogno di distrazioni, altrimenti nel nulla rischiano di trovare se stessi che è proprio quello che non vogliono fare
  • abbinare i figli full time al detox week: pessima idea. Non sapete quanto leggere le sfighe altrui su facebook possa far da placebo e sedare le imperscrutabili insicurezze che vengono ad una mamma che pensa di aver sbagliato tutto con i propri figli.

Il colpo di grazia me lo ha dato poi leggere Libertà di Franzen, che racconta la storia di una donna americana, progressista e alternativa che mi assomiglia in modo imbarazzante e ad un certo punto suo figlio adolescente che lei adora decide di andare  a vivere con i vicini, buzzurri cafoni di provincia con la spillatrice di birra in giardino e il quad. Ci voleva proprio!

Non sono più sicura che insegnare l’educazione ai propri figli, il rispetto per gli altri, le regole, l’importanza del gioco e della fantasia, la capacità di usare bene la propria libertà sia stata una buona idea. Per adesso ha sortito ben pochi effetti: mi ritrovo con tre bestioline rampanti che ridono sguaiatamente e si appendono agli alberi tutto il giorno ed io e mio marito ci guardiamo esausti pensando che rivogliamo la nostra vita di coppia in carriera senza figli.

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Originariamente scritto il 27 luglio 2014

9 Commenti per questo post

  1. gio ha scritto:

    Pensieri che, ahimè non sono solo tuoi,ma appartengono un pò a tutte noi d’estate…Ma, i pidocchi in vacanza noooo!!!Tutto soppoerterei ma quelli, naaa!!!
    Gio

  2. Simona ha scritto:

    Cara Sabrina, ti seguo da molti anni e non ti ho mai scritto ma questa volta non posso proprio farne a meno: vivo una situazione identica alla tua (ma con figli più grandi) e avrei potuto scrivere le tue stesse cose, tali e quali nella sostanza, Franzen compreso! (ho adorato quel libro ma mi ha lasciato una profonda angoscia…). Non sai come vorrei condividere con te un po’ del mio cammino di tormentata (dentro e fuori). Un abbraccio e grazie per tutto il bene che mi hai fatto in questi anni.

  3. sabrina ha scritto:

    wow grazie! che bella la solidarietà. ti propongo una cosa: cerchiamo di prendere un po’ più alla leggera questa specie di “tormento” e godiamoci quello che abbiamo ok? a presto, e scrivi ancora…

  4. Elena ha scritto:

    Ecco invece io condivido proprio il ‘dramma’ (scusate il termine forte ma non ne posso piu’!!) pidocchi d’estate….è un po la ciliegina sulla torta…

  5. simona ha scritto:

    condivido tutto appieno, in vacanza a Londra con due figli maschi ho dovuto visitare musei e piroscafi da guerra assortiti…ho deciso che certe destinazioni si possono solo raggiungere tra donne…e che devo decidermi a partecipare a questa settimana
    http://agapecentroecumenico.org/programma-generale-2014/campo-politico-donne-2014/
    tutti gli anni me lo riprometto ma alla fine faccio sempre poco per me
    con affetto e comprensione 🙂 simona

  6. Elisa ha scritto:

    Penso che non dipenda dalla destinazione della vacanza o se si hanno figli maschi o femmine. Sono comunque le vacanze, chiamiamole così, che si fanno con tutta la famiglia a non essere per niente riposanti. Questo è un dato di fatto ma poi possiamo trovare delle strategie durante la giornata per trovare un pò di fiato e ricaricarci. Io ho una femmina ed un maschio e ti posso dire che proprio quella chè è più sfiancante è proprio lei, che è iperattiva. Allora io durante la giornata mi propongo di stare mezz’ora da sola la mattina per fare meditazione o almeno prendere un caffè da sola in santa pace coi miei pensieri e la sera un’altra mezzoretta per andare a correre o leggere un pò. In quei momenti per permettermi di ricaricarmi i bimbi stanno col papà ed io poi sono più ben disposta verso tutti, marito compreso.

  7. linda ha scritto:

    Ciao Sabrina …

    sono appena tornata dal mare dopo 1 mese con 2 figlie…6 e 4 anni… ( abbiamo la casa della famiglia in versilia. Sai cosa sento dentro di me ( la noia ….e la rabbia ) per me la vacanza é fare bambinaia, e ho detto al mio marito questo sara ultima vacanca in versilia…piutosto sto a milano…sono stanca e esausta…
    sogno di stare in campagna con altre famiglie ….purtroppo non posso economicamente….

    sono molto negativa vero ?

    linda

  8. Heidi ha scritto:

    Eccomi in rientro da un detox forzato (quando sono a casa uso poco la tecnologia, o meglio non ne ho il tempo!)
    Cara Sabrina, posso assicurarti che neppure con tante donne in casa ci si gode la tranquillità! Sono d’accordo sulle località non troppo isolate per la scelta delle vacanze, non so sulle vacanze di gruppo con altre famiglie, credo che quando si è numerosi come noi e si riesca a raggiungere un proprio equilibrio organizzativo , conciliarlo anche con altri lo trovo impossibile a meno chè non si condividano solo gli spazi, ma non la gestione del tempo.
    A presto

  9. chiara ha scritto:

    …stai a vedere che la soluzione è il villaggio valtour?

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