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Il lato oscuro di ogni vacanza di famiglia


Scritto il 04 settembre 2018

vivere semplice

Quando i bambini avevano 4 e 6 anni un giorno pensai: tra 10 anni avranno 14 e 16 anni, chissà come saranno. Chissà cosa faremo insieme. Gli insegneremo a viaggiare, li porteremo on the road.

cityQuel momento oggi è arrivato e quelle strade erano proprio strade di San Francisco. Poter essere viaggiatori insieme a loro è stata una grande occasione, un sogno che si avvera. Ma le cose sono andate diversamente da come immaginavo.

 

 

 

Vacanze di famiglia

Ogni vacanza ci famiglia che si rispetti ha i suoi lati oscuri e va sempre diversamente ma è proprio questo il lato positivo della questione: l’imprevedibilità.

Come scegliamo di viverla dice molto su chi siamo. Sono felice di essere riuscita a stare con loro nell’unico modo in cui si può stare bene: avendo voglia di ascoltare, potendo cambiare idea, percorso o addirittura obiettivo.

Accogliendo la sfida di imparare ad adattarsi ai loro ritmi senza rinunciare ai propri, mediando.

vivere semplice - vacanze di famiglia

In cinque, in un posto nuovo per tanti giorni senza il mordi e fuggi, in una casa che non è la nostra, con una macchina che non sapevamo guidare, su strade con una pendenza del 45%, a passeggiare su un ponte lungo 3 km che oscilla pesantemente o sotto le sequoie più alte del mondo, monumenti della natura alti 30 metri millenari, siamo stati in perenne caotica contrattazione.

Abbiamo anche vissuto la frustrazione del non sapere cosa fare, del non essere d’accordo su niente. Tutti contro tutti ma costantemente appiccicati l’uno all’altro a darci fastidio, promiscui nell’indossare i vestiti altri, valige in condivisione, pidocchi compresi.

Cosa si fa quando ognuno vuol fare qualcosa di diverso

Le vacanze di famiglia sono un fantastico esercizio di democrazia. Ognuno ha diritto di dire la propria, di comprare una maglietta inguardabile o di farsi un nuovo taglio di capelli. E’ un altro modo di viaggiare quando i bambini sono grandi!

Pur di non isolarci ognuno nel proprio wifi abbiamo proposto serate a guardare Provaci ancora Sam e Un mercoledi da leoni,  fantasticando sugli alpinisti del documentario Valley uprising dopo aver ammirata la spianata verticale di granito di 600 metri chiamata El Capitan al parco nazionale di  Yosemite.

Le riflessioni che evoca il viaggio

Abbiamo parlato tanto, di tutto. C’è stato il tempo delle domande, gli indovinelli e le polemiche. C’è stato da stufarsi gli uni degli altri e di vedere quanto siamo diversi.

Che cos’è il lusso? Quando costa e quanto vale? I senzatetto a San Francisco non si contano, dormono nei parchi al freddo anche ad agosto e la mattina gli officer annaffiano i prati per farli andare via.

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Viaggi nel tempo

A San Francisco ci ero stata quando avevo 20anni e avevo guardato con altri occhi tutt’altre cose, oggi sono diversa e Frisco mi appare quasi noiosa, difronte a tutto il resto che mi importa di più. Non sono turista, non lo sono mai stata, il mio animo di viaggiatrice mi fa dire grazie perchè tutto quello che vivo.

Che poi, i ragazzi siano degli incalliti mangiatori di hamburger e l’unica cosa che gli sia interessato vedere fossero i negozi di Santa Cruz, gli skatepark e i mall quello ci sta. D’altronde è un po’ ambizioso voler far capire la controcultura a ragazzini che non sanno neanche cosa sia stato il Vietnam, o il movimento gay, o l’ambientalismo.

Visitare la Silicon Valley dove il monumento più importante di Palo Alto è un enorme like di plexiglas in mezzo alla strada e per strada vedi solo le bici colorate di Google.

Siamo vecchi, abbiamo parametri culturali completamente diversi da loro. E siamo nerd, questo i nostri figli devono saperlo!

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Il mio libro

Mentre eravamo dall’altra parte dell’oceano il mio libro è andato in stampa. Sono tanti anni che mi leggete, sapete che ad un certo punto ho anche pensato di essere la mamma più rompicXXXoni delle terra, una mamma scapestrata e diversa.

Adesso sono passati un bel po’ di anni so che essere me stessa è stata l’unica cosa giusta che potevo fare. Anche se essere diversi costa, anche se a volte ci si sente soli e sulla strada sbagliata.

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sconti compiti delle vacanze natale

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Come avere lo sconto sui compiti delle vacanze


Scritto il 17 dicembre 2014

sconti compiti delle vacanze natale

Su internet c’è una radio per bambini e ragazzi che si chiama Radio Magica: un mezzo di comunicazione in più da proporre ai vostri bambini in alternativa alla tv.

Volevo segnalare una loro bella iniziativa per Natale: iscriviti alla newsletter di RadioMagica, scarica e stampa il coupon con lo sconto sui compiti delle vacanze da regalare ai tuoi bambini (se sei una maestra).

Come funziona il coupon

In pratica quello che potete fare è ritagliare e dare questo coupon ai bambini e dirgli di ascoltare in silenzio e insieme ai loro amici e parenti qualcuna delle storie che trovano su www.radiomagica.org in questo modo potranno evitare di fare… (una parte dei compiti). Perchè?

coupon sconto sui compiti

Perchè è importante ascoltare?

Perchè nell’era degli schermi ascoltare è una capacità fondamentale per l’essere umano. Ci aiuta ad essere più attenti, concentrati, a capire meglio gli altri e le loro argomentazioni, ci fa essere più riflessivi e ci insegna a godere del presente. Sviluppa la nostra capacità di creare immaginario, di dare forma ai concetti partendo da un’elaborazione tutta personale di ciò che comprendiamo.
E’ un esercizio contro l’omologazione e la banalizzazione del pensiero.
Radio Magica ha come obiettivo diffondere gratuitamente audio di qualità e mettere al lavoro bambini e ragazzi per produrre i loro contenuti di qualità: una radio tutta per loro.

Scrivi a redazione@radiomagica.org e scrivi nel soggetto: iscrivimi grazie! Riceverai la newsletter con il coupon da stampare.

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vacanze semplici

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Vacanza semplice per famiglie semplici


Scritto il 07 settembre 2014

Ridete si, ridiamo insieme. Può sembrare ridicolo pensare a fare delle vacanze semplici insieme ad altre persone che hanno bisogno delle stesse cose di cui hai bisogno tu. Come trovo queste persone? Dove le cerco? Cosa gli dico?

Eppure in questi giorni mi è successa una cosa inaspettata e piacevole: un lettore di Vivere semplice ha invitato me e la mia famiglia ad unirci ad un gruppo di famiglie che si è auto-organizzato per dare vita ad una vacanza semplice. Tende da campo, cucina spartana, docce all’aperto e un grande spazio verde ai piedi del Gran Paradiso sono state il teatro di una vero e proprio esperimento di semplicità volontaria.

In pratica l’idea era quella di mettere insieme una bel gruppo di persone, più della metà bambini di tutte le età per fare passeggiate, escursioni, giochi, canti e falò sotto lo stesso cielo, per passare del tempo insieme e per condividere qualcosa di immateriale e prezioso: il valore della semplicità.

vacanze semplici

Quello che ho imparato

La semplicità richiede motivazione perchè non è sempre facile dormire al freddo se in tasca hai una carta di credito che ti permette di rifugiarti nell’hotel più vicino.

La semplicità richiede organizzazione se vuoi fare la spesa e cucinare per tante persone senza sprecare, senza esagerare ma senza che manchi nulla per nessuno

La semplicità richiede tolleranza se vuoi condividere un’esperienza con gli altri e imparare da loro devi aspettarti anche che abbiano modi diversi dal tuo e devi darti il tempo per capire le loro motivazioni

La semplicità richiede coraggio perchè è molto più facile rinchiudersi nei soliti schemi che non affrontare discorsi seri con degli sconosciuti sui valori, sulle cose che contano e sull’essenziale

Non conoscevamo nessuno ma abbiamo riconosciuto intenti e obiettivi affini e la stessa voglia autentica di mettersi alla prova nella vita comunitaria ed essenziale. Abbiamo conosciuto persone simili a noi e altre molto diverse, abbiamo resettato i nostri orari, tempi e routine per adeguarci al gruppo, abbiamo osservato le dinamiche famigliari degli altri e imparato delle cose e capito che alcuni modi vanno bene per gli altri e non per noi e viceversa. Sono stati pochi giorni ma molto intensi.

E’ stato utilissimo e commovente vedere che non siamo soli nella ricerca di quello che conta davvero. La cosa più importante di questa esperienza è stata l’esperienza in sè, quello che mi sono portata a casa è stata la consapevolezza che l’unico tempo di qualità da passare con i nostri figli è ora, che il libro più bello del mondo è quello che sto leggendo ora e che oggi è l’unico giorno a mia disposizione per giocarmi le mie carte.

Ecco perchè ho scritto Vivere nel presente, un piccolo quadernino di 16 pagine, il primo di una serie che sto preparando, e che ha come obiettivo dare strumenti, consigli, dritte e idee per i genitori che vogliono vivere al meglio la relazione con i loro figli e per tutti coloro che cercano un cammino per semplificare la loro vita, riducendo al minimo le dinamiche conflittuali, gli scontri e i problemi per trovare una calma, una quiete e una centratura di base della propria vita.

Tra pochi giorni sarà disponibile per voi.

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il segreto per non impazzire con i compiti delle vacanze

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Il segreto per non impazzire con i compiti delle vacanze


Scritto il 26 agosto 2014

il segreto per non impazzire con i compiti delle vacanze

Manca poco all’inizio della scuola e i bambini non hanno ancora finito i compiti delle vacanze. Che i bambini siano in seconda elementare o in seconda media il problema è sempre lo stesso.

C’è un compito da portare a termine ma loro rimandano. E tu come ti comporti?

Mi guardo intorno e vedo due tipologie di genitori:

1. quelli che fanno i vaghi, troppo impegnati nelle loro faccende. Negli gli ultimi 3 giorni accuseranno i figli di essere disorganizzati e fannulloni.

2. quelli che ogni giorno si stressano cercando di far fare qualcosa ai figli senza riuscirci: …almeno un problema, devi farne ancora 45.

Per alcuni i compiti delle vacanze sono un vero e proprio assillo. I figli sono completamente distratti da altro. Impossibile venirne a capo. Ma il segreto per non impazzire con i compiti delle vacanze c’è.

Può anche darsi che mi consideri la solita saputella, ma se sei qui forse ho la chance di rivelarti un segreto: quello che serve ai tuoi bambini per fare i compiti delle vacanze sei tu.

No, aspetta: non servi tu ma serve la tua calma, il tuo atteggiamento sereno, la tua volontà. I tuoi figli hanno bisogno che gli dimostri che ci si può mettere a fare qualcosa che si ha poca voglia di fare, riuscirci e poi esserne soddisfatti.

Come fare in pratica?

Immagina di essere una app per Iphone o android, poco importa. Sei stato scaricato gratuitamente dal cervello di tuo figlio, che ha bisogno di un tool che lo aiuti a fare i compiti.

Sei un alert. Siediti pacatamente con lui e suona ogni pochi minuti. Stai li semplicemente in silenzio, con attenzione e di rispetto per il lavoro del bambino, interessato ma non troppo (non devi risolvere il problema): l’obiettivo che hai è incoraggiare interiormente il bambino. Come?

Non parlare, non leggere, non fare nulla. Devi essere la materializzazione della sua volontà,  uno strumento al servizio della sua volontà.

Lui non riesce a stare fermo? Tu si. Lui non smette di parlare? Tu lo osservi in silenzio e ogni 5 minuti esatti lo incoraggi con una parola o due: forza, ce la fai, coraggio, io sono qui con te, appena hai finito ti sfido a scacchi!

L’idea è che tu sia sostegno, argine, palo, faro. Comportati come se fossi un segreto: il bambino non deve sapere cosa stai facendo, deve capirlo, intuirlo. Deve sentirlo. Non devi spiegare nulla

Vedrai che magia! Scoprirai che non serve solo per i compiti, serve per tutto. E’ la consapevolezza del fare che noi adulti dovremmo avere in tutto ciò che facciamo e che i bambini imparerebbero osservando noi.

E tu riesci a portare a termine un impegno che ti sei dato anche quando diventa troppo faticoso e difficile? Come gestisci la tua difficoltà?

Compiti: pro o contro?

Che siate pro o contro i compiti qui importa poco: sta di fatto che si tratta di un impegno preso e quindi da rispettare. Perchè possiamo anche dire chissenefrega insieme ai figli, e siamo liberi di farlo.

Se domani quando gli chiederemo di sparecchiare o di lavarsi il calzino ci daranno la stessa risposta non potremo non ammettere di aver dato l’esempio..

E comunque parliamone: sul fatto di fare i compiti delle vacanze io un’idea chiara non ce l’ho ancora e sicuramente il segreto per non impazzire con i compiti delle vacanze non è solo questo, mi piacerebbe sapere cosa ne pensate voi.

Ultimo aggiornamento: 20 agosto 2017

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In vacanza con 4 maschi: guida semiseria alla sopravvivenza

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In vacanza con 4 maschi: guida semiseria alla sopravvivenza


Scritto il 27 luglio 2014

in vacanza con 4 maschi - guida alla sopravvivenza - vivere semplice

Andare in vacanza con i maschi è disperante. Vivere con loro tutto l’anno ok, ma andarci anche in vacanza è troppo! L’anno prossimo opterò per una vacanza al femminile, voglio solo amiche con le loro figlie. Si, perchè negli anni ho sviluppato il mito che le femmine sono più intelligenti e ragionevoli, più organizzate e meno zozzone e soprattutto hanno più buon gusto. Forse mi sbaglio e vi prego convincetemi che mi sto sbagliando.

Ho 3 figli maschi fantastici e un marito meraviglioo però quel che è giusto è giusto: i maschi vivono nel caos, perdono tutto, non si lavano se non costretti e non fanno altro che ridere. Non si stancano mai, amano le barzellette ma non capiscono i doppi sensi, non cercano mai di interpretare una frase, mangiano sempre e si appassionano a cagate come i go-kart.

in vacanza con 4 maschi - guida alla sopravvivenza - vivere semplice

Questa vacanza mi è sembrata più faticosa di altre (forse lo dico tutti gli anni).
Siamo stati una settimana in uno dei campeggi più semplici e selvaggi in cui sia mai stata, ad Eraclea Minoa, tra Sciacca ed Agrigento, in Sicilia, sotto una pineta fittissima a ridosso del mare azzurro-caraibi e della spiaggia africana.

Tre ragazzini, di 12, 10 e 4 anni più un marito con la passione per la radio e le antenne sono state un vero colpo di grazia. Sono tornata con la sensazione di aver fatto tutto per loro e pochissimo per me, non ho scritto, ho letto poco e ho passato le giornate a redimere diatribe, trovare soluzioni per evitare litigi e togliere pidocchi. Altro che vacanze!

in vacanza con 4 maschi - guida alla sopravvivenza - vivere semplice

Ecco perchè

Con una caparbia senza paragoni ho chiesto che i grandi lavassero i piatti tutti i giorni (e ci sono riuscita) e ho capito perchè quasi nessun genitore lo fa: è molto più faticoso che non lavarseli da sè.

Con una tempistica esagerata li ho obbligati a fare compiti tutti i giorni  giusto per avere almeno un’oretta di tempo per leggere, dormire o stare a fissare il vuoto (i compiti della scuola steineriana sono più difficili di quelli “normali”. Rimpiango quardo ero bambina e potevo fare 40 esercizietti senza pensarci su.. loro devono leggere il Piccolo Principe e inventare personaggi che pensino, che abbiano qualcosa  da dire…insomma devono sforzarsi di usare la fantasia e di metterla nero su bianco, cosa che gli viene assai difficile)

in vacanza con 4 maschi - guida alla sopravvivenza - vivere semplice

Lorenzo Pedro il dodicenne, che di solito comincia con i tuffi il primo giorno e non lo si vede per tutta la vacanza si è preso l’otite  e non ha potuto più fare il bagno: risultato ha passato la vacanza a lamentarsi e a chiedere chi voleva batterlo a ping pong.

Metteteci in più il  detox week, ovvero astinenza da telefono, internet, social e email. E’ stata davvero dura. Posso scrivere una guida alla sopravvivenza solo perchè è passata, e sono qui a raccontarvelo in modo semi-serio. Ecco quali sono le cose non farò più:

  • andare in vacanza senza amici: la condivisione è necessaria (quando è troppo è troppo anche per una famiglia felice)
  • scegliere un luogo selvaggio e isolato: i ragazzi hanno bisogno di distrazioni, altrimenti nel nulla rischiano di trovare se stessi che è proprio quello che non vogliono fare
  • abbinare i figli full time al detox week: pessima idea. Non sapete quanto leggere le sfighe altrui su facebook possa far da placebo e sedare le imperscrutabili insicurezze che vengono ad una mamma che pensa di aver sbagliato tutto con i propri figli.

Il colpo di grazia me lo ha dato poi leggere Libertà di Franzen, che racconta la storia di una donna americana, progressista e alternativa che mi assomiglia in modo imbarazzante e ad un certo punto suo figlio adolescente che lei adora decide di andare  a vivere con i vicini, buzzurri cafoni di provincia con la spillatrice di birra in giardino e il quad. Ci voleva proprio!

Non sono più sicura che insegnare l’educazione ai propri figli, il rispetto per gli altri, le regole, l’importanza del gioco e della fantasia, la capacità di usare bene la propria libertà sia stata una buona idea. Per adesso ha sortito ben pochi effetti: mi ritrovo con tre bestioline rampanti che ridono sguaiatamente e si appendono agli alberi tutto il giorno ed io e mio marito ci guardiamo esausti pensando che rivogliamo la nostra vita di coppia in carriera senza figli.

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Le abitudini: pro e contro

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Le abitudini: pro e contro


Scritto il 17 giugno 2014

strategie per genitori: le abitudini

Le vacanze sono cominciate: bambini a casa da scuola, passeggiate verso il frigorifero alla ricerca di passatempi culinari e tanto tempo libero.

Cosa facciamo adesso? Questa è la domanda della settimana. Se faccio la vaga e dico fate quello che volete so già che lorenzopedro passerà la giornata tra una partita di clash of clans e una chattata su whatupp, mentre zeno farà cosi tanti esercizi di inglese da finire il libro che gli ho regalato ancora prima di partire per il mare.
Lo so perchè questa prima settimana è andata cosi. Vediamo cosa fare della prossima.

Sento la necessità di migliorare le mie abitudininegoziare nuove regole, punti fermi da cui far partire le eccezioni:

  • stabilire chi sparecchia e carica la lavastoviglie (sembra che l‘oggi io domani tu non funzioni mai)
  • decidere a che ora i bambini delle varie età vanno a dormire
  • quante volte a settimana si guarda un film
  • quante ore di tecnologia non sono troppe e non sono troppo poche.

Perchè in una casa piccola se i bimbi vanno a letto alle 11 (tanto è vacanza) invadendo il salotto con i loro piedi puzzolenti (visto che in cameretta c’è il piccolo che dorme), dove si mettono papà e mamma: sul balcone?

A cosa servono le abitudini?

Le abitudini servono ad aiutare i bambini ad entrare in un ritmo conosciuto per fare in modo che ogni novità non diventi motivo di capriccio e di malumore.
I bambini hanno un ritmo molto preciso durante l’inverno, fatto di scuola, compiti ed attività.

Con l’arrivo delle vacanze tutto salta: e se puo’ essere una gioia ed un piacere i primi giorni si passa velocemente alla fase della noia e della fatica. Peccato no?

Io voglio pianificare meglio le mille cose che vorremmo fare (per non perdere preziose occasioni di condivisione) e che non riusciamo a fare durante l’anno come:

  • portali a vedere una mostra e passare tutto il giorno a disegnare davanti ad un Frida Kalo 6 per 3.
  • insegnargli a usare la tastiera con tutte le dita (ho inventato un sistema per insegnare la dattilografia ai bambini e non vedo l’ora di testarlo)
  • andare alla biblioteca dei ragazzi
  • giocare con duolingo (una app per esercitarsi con l’inglese giocando)

Chi ha bisogno delle abitudini?

Ma poi mi dico: possibile che hai bisogno di creare delle routine per qualsiasi cosa? Non sarai forse un po’ fissata-malata?

Bene, vi dico una cosa: le abitudini sono fantastiche, ti aiutano a tenerti saldo alla giornata, a renderla produttiva, a non perderti in negoziazioni infinite con i figli, a non cambiare idea continuamente sprecando un sacco di energia a valutare la bontà delle tue scelte. Insomma è una strategia. Ovviamente bisogna capire che abitudini hai e se non ne sei schiavo!
Le routine devono poter avere le loro eccezioni, ecco perchè è cosi importante maneggiarle sapientemente. Le routine non sono da fissati, giuro!

E la cosa bella è che se i bambini sono abituati (!) le nuove abitudini sono una gioia, un gioco, una novità. Trovate un modo carino e innovativo per proporle, assicuratevi che non siano punitive e che lascino spazio ai loro bisogni. Il resto verrà da sè.
Cosa aspettate a provare?

 

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Sicilia forever

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Sicilia forever


Scritto il 20 luglio 2013

Per fortuna ci siamo ricordati di come è bella, semplice, appassionata e luminosa la Sicilia e abbiamo deciso di tornarci, dopo anni in cui avevamo scelto la Puglia e la Provenza… abbiamo ritrovato proprio quello che cercavano.

sicilia

Il mare mozzafiato, la costa lunga, dove c’è posto per tutti e si riesce a trovare la spiaggia quasi deserta anche a luglio.

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Il posto in cui ci siamo trovati meglio è il litorale popolare prima di Castellammare del Golfo. Abbastanza vicino alla riserva dello Zingaro per godere di spiagge caraibiche e abbastanza lontano dalla fighetta San Vito Lo capo, un po’ troppo complessa per noi.

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Siamo stati alla Valle Dorata, un piccolo residence a conduzione familiare a Balestrate, pochi chilometri dal mare, due piscine e una casetta semplice semplice ma grande e comoda, dove appendere un’amaca in giardino e riposarsi un po. La signora Beatriz ceramista venezuelana gentilissima, con il marito siciliano che sembra Battiato, ci ha preparato un laboratorio di ceramica, ci ha lasciato schiamazzare in piscina e ci ha fatto sentire come a casa.

valle dorata balestrate

E poi sfincioni, cassatelle, brioche con il gelato, e cous cous alla trapanese e bagni notturni… Libertà insomma, che fa rima con semplicità, quasi sempre.

valle dorata balestrate

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Meno è meglio: come fare niente senza perdere tempo

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Meno è meglio: come fare niente senza perdere tempo


Scritto il 05 luglio 2013

Se togli qualcosa non rimane il vuoto, si crea uno spazio inedito da riempire con altro. Ho imparato a togliere aspettative e a vedere quello che c’è, nella giornata, nei figli, in me stessa. E mi stupisco di come ho fatto a non pensarci prima.

Sottrarre cose e aggiungere tempo, spazio, idee: ecco l’obiettivo di questo mese.
Non abbiamo bisogno di inutili dispensatrici di consigli per gli acquisti perchè siamo impegnati a liberarci di tutto ciò che abbiamo comprato in questi anni, usato una volta e messo via. La regola è semplice:

Non lo uso da almeno sei mesi: lo metto sul soppalco
Non lo uso da tanto, tantissimo tempo: lo regalo, lo butto, lo uso oggi (ultima chance)

I bambini hanno capito che siamo spietati verso gli oggetti che ci ingombrano la vita e si sono messi vicino al portone di casa a riparare i loro skateboard. Perchè se sono rotti vanno nella spazzatura.

A proposito, vi siete chiesti perchè gli skatepark pubblici li costruiscono solo nelle zone periferiche e disagiate delle città e non anche in zone meno a rischio? Perchè i bambini che abitano nei quartieri medio-ricchi non hanno bisogno di stare insieme?

Ah, si… la risposta è che i bambini ricchi non hanno bisogno dello skatepark perchè hanno internet e possono starsene tutto il giorno su Itube a rincoglionirsi.

skateboard in riparazione

Una mia amica mi ha chiesto: ma cosa fai tutto il giorno con i bambini? (in questo periodo non c’è neanche più la scusa di uscire per andare al lavoro, finito anche quello). NIENTE.

Ecco ci vuole coraggio a dire niente, stiamo a casa a non fare niente. Insieme. NIENTE è una parola per niente di moda.

stare a casa e non fare niente. insieme.

I bambini hanno smontato il divano e hanno creato una chaise longue che sembrava molto comoda. Poi si sono messi a gonfiare palloncini.

Se non mi credete leggete i post di Simplicity Parenting, loro sono certo molto più autorevoli della mamma sabrina e sapranno convincervi (se di questo avete bisogno) che fare meno (con i figli) è senz’altro meglio, per una serie infinita di ragioni.

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Scoprire la montagna

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Scoprire la montagna


Scritto il 02 settembre 2012

Ala di Stura è un paesino di montagna famoso per le sue meridiane e gli affreschi. Si trova in una valle abbastanza sconosciuta vicino a Torino. La valle di Lanzo. Pian del Tetto è una frazione di poche case in pietra sopra Ala ed è li che abbiamo la fortuna di avere a nostra disposizione una casetta tutta per noi. Quando ero studentessa ci passavo intere settimane per preparare gli esami, uscendo in macchina solo per andare a fare la spesa e tornando in città solo per portare a casa un bel voto. Poi per anni non ci sono più andata. 

scoprire la montagna con i bambini

Da quando abbiamo i bambini ogni anno d'estate transitiamo di li per qualche giorno, senza grandi entusiasmi da parte mia. Ma quest'anno è successo qualcosa: ho smesso di usare la macchina, ho alzato gli occhi in contemplazione della natura, ho imbracciato gli scarponi e ho cominciato a camminare anche io, come mi hanno insegnato i miei figli e il mio compagno camminatore ed entusiasta della montagna. 

ala di stura

Ho scoperto sentieri e i rifugi d'alta montagna, come il Rifugio Gastaldi, dove mangiare un piatto di polenta bollente dopo 4 ore di cammino estenuanti, andare a comprare il latte e i formaggi di capra alla fattoria Cà du Roc, dove Cinzia insegna ai bambini a mungere le capre,  partendo di casa a piedi e attraversando per ore il sentiero balcone basso proprio come si faceva quando le macchine non c'erano ancora. Ho ritrovato un vecchio amico di quando ero ragazza, che ora è il professore di filosofia del vicino paese, antroposofo e vegano, che mi ha introdotto ai segreti della cucina senza uova e latticini, e con cui chiacchierare anche in salita è un grande privilegio e ho goduto finalmente del mio tempo, senza scadenze e senza progetti.

ala di stura

I bambini liberi in un paese senza pericoli, dove le strade sono mulattiere e nella piazzetta del paese c'è una fantastica fontana che regala acqua purissima è stato liberatorio anche per loro e quando il vicino di casa è venuto a falciare il prato davanti a casa Lorenzo Pedro non ha perso tempo e si è messo a dare una mano, senza una parola, come un vecchio contadino che sa quando parlare, quando guardare e quando fare.

E' stato emozionante.

ala di stura

Leggi anche:

Arrampicarsi sul Gran Sasso, il battesimo della montagna

Andrea impara ad andare più piano: la scoperta della montagna

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Arrampicarsi sul Gran Sasso


Scritto il 10 luglio 2012

Papà ma quando ci porti ad arrampicare veramente ??? Era questa la domanda che mi facevano  passeggiata in montagna. Prima o poi avrei dovuto accontentarli.

lorenzo pedro e zeno scalano il corno grande

Il camminare con loro sulle montagne è stato un mio chiodo fisso fin da quando erano piccoli e adesso apprezzano anche lunghe gite in alta montagna che invece mettono a dura prova la resistenza della loro mamma.  Tra le montagne del Piemonte e quelle dell’Appennino centrale li ho portati a camminare su diverse vie normali, dove si cammina e si raggiunge una vetta,  ma ormai era chiaro che loro si aspettavano qualcosa di più da questa esperienza.

Tutte le volte che trovavano una pietraia o qualche spunto di roccia scattava subito la gara a chi si arrampica per primo e quindi il prossimo passo era portarli a fare una semplice via alpinistica dove oltre a camminare si inizia mettere le mani sulla roccia.

L’occasione è arrivata questa domenica quando, insieme a Guido storico mio compagno di escursioni montanare, abbiamo deciso di portare Lorenzo Pedro e Zeno ad affrontare la direttissima, la semplice via alpinistica che porta alla vetta del Corno Grande, la più alta cima del gruppo del Gran Sasso d’Italia.

Sia io che lui l’avevamo già fatta più volte e ci sembrava il battesimo perfetto per fargli provare il piacere dell’arrampicata. Partiti molto presto da Roma (sveglia alle 6.20) siamo andati verso il Gran Sasso e per non fare mancare nulla all’avventura abbiamo anche preso la funivia per raggiungere la base dell’escursione. Per arrivare al sassone il punto dove inizia la parte alpinistica abbiamo camminato un’oretta e i due ragazzi erano già esaltati all’idea di dover finalmente arrampicare.

lorenzo pedro e zeno scalano il corno grande

Il loro contatto con la roccia è stato incredibile, ogni passaggio veniva risolto, come dicono i veri alpinisti, in un attimo. Le indicazioni mie e di Guido sono servite ma tutte e due sapevano benissimo come muoversi tra camini di roccia e pareti a 45°. Prima di iniziare gli abbiamo spiegato tutte le procedure di sicurezza e loro seri e concentrati hanno sempre tenuto le mani in appoggio e seguito l’ordine di salita. Non c'e' stato un solo momento in cui hanno smesso di concentrarsi sulla roccia. Una cosa mai vista.  La loro esaltazione era totale al punto che arrivati in cima erano dispiaciuti di dover scendere a piedi e finire così la loro “prima arrampicata”.  E’ stata un esperienza incredibile, entrambi hanno fatto un paio di passaggi che hanno lasciato Guido, più esperto di me sulla roccia, a bocca aperta e soprattutto siamo rimasti esaltati dal loro entusiasmo, nonostante il caldo terribile di una domenica di Luglio.

E’ stata un giornata unica, io da padre di tre figli non pensavo di poter provare un emozione simile, vedere i miei ragazzi esaltarsi in fondo per la stessa cosa che esalta me: la montagna. E Lorenzo Pedro che conclude mentre torniamo: Papa’ a me non piace andare in discesa.. mi piace solo andare in salita o arrampicare. La stessa cosa che pensa tuo padre caro mio.

Andrea papa

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Camping vivere semplice

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Estate in campeggio alla ricerca di natura selvaggia


Scritto il 12 marzo 2009

Camping vivere sempliceDesidero tanto questo libro. Chi me lo regala?

Girovagando in rete ho trovato un sito che ha ispirato la mia voglia di vivere per un po’ selvaggiamente (=semplicemente) senza pianificare. Anzi avendo come strategia proprio l’assenza di regole. Per provare, sperimentare.

La natura selvaggia è sia una condizione geografica che uno stato d’animo

Si chiama Happy camping e celebra il campeggio selvaggio – no piazzole, natura incontaminata e voglia di libertà. Quello che vogliamo fare noi in Sicilia.

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http://www.amazon.com/Down-Dirty-Guide-Camping-Kids/dp/1590309553/ref=sr_1_12?s=books&ie=UTF8&qid=1403862922&sr=1-12&keywords=camping

Vi può sembrare fuori tema ma cosa c’e’ di meglio per una famiglia che ha passato un inverno di ritmo, focolare domestico e attività creative nella quiete della casa di un po’ di tempo di provvisorietà, vagabondaggio e mancanza di regole?

Si chiama respiro: è l’alternanza tra il sole e la luna, è ciò che ci fa essere più felici perchè ci permette di alternare un regime più controllato (quello dell’inverno, i doveri, l’alzarsi presto, ecc…) con uno più rilassato (andare a letto tardi, fare baldoria, stare all’aperto…)

I bambini hanno un gran bisogno di questo e apprezzano meglio l’inverno andando felicemente a dormire alle 8  di sera senza battere ciglio se poi c’e’ anche un tempo per le serate a guardare le stelle. Sta a noi genitori gestire sapientemente i loro ritmi e con un po’ di fortuna la vita diventa anche più facile e divertente.

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Oltre ad un lista completa di campeggi selvaggi (ho trovato quelli in  Croazia se ne conoscete altri segnalate) dove non si corre il rischio di trovare il vicino di tenda che si offende perchè gli hai rubato 10 cm di piazzola.  Si trovano anche liste e liste di siti che suggeriscono campeggi poco trafficati, le classiche chicche per appassionati.

I creatori del sito sono una coppia inglese alquanto originali. Sul blog postano articoli improbabili su nuovi modelli di tende fatti nei materiali più strampalati e festival di campeggiatori matti in giro per il mondo ma in particolare in Nord Europa.

Lei è un’ illustratrice scozzese, cresciuta in campagna ma con la fortuna di aver passato gli anni dell’adolescenza a Londra per frequentare la Saint Martin School, una delle più importanti scuole d’arte del mondo.

Insomma, come si puo’ resistere dall’idea di andare in giro per spiagge da sogno, falò sotto le stelle, passeggiate senza meta, amici vecchi e nuovi, carovane vaganti alla ricerca della quiete, frasche dove appendere la vostra amaca in compagnia di un bel libro, e i vostri bambini che muniti di paletta e secchiello si dimenticano completamente di voi?

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Saremo fricchettoni, saremo anche vagamente demodè, penso sempre che prima o poi mi tocca portare tutta la famiglia Burning man… che sono anni che ci penso. Leggi qui se non sai di cosa si tratta, e leggi qui se vuoi vedere il sito ufficiale.

grazie a www.thehappycampers.co.uk/ per le foto di questo articolo

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