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Il centro estivo in natura di Vivere Semplice


Scritto il 07 maggio 2019

Cercavo un centro estivo per mio figlio di quarta elementare, un posto dove potesse scorrazzare in natura sereno senza programmi giornalieri e mille attività. Un posto dove lo lasciassero in pace a giocare, e se non sa cosa fare che ci fossero adulti attenti, silenziosi, laboriosi, pronti a proporre qualcosa di piccolo, uno stimolo che dia una buona idea.
Una presenza trasparente che osserva e sa quando intervenire.

centro estivo informale roma

Cercavo un centro estivo nel parco, dove costruire capanne, saltare la corda, fare il fango.

Qualcosa di semplice. In compagnia di altri bambini più grandi e più piccoli, con cui fermarsi sotto le frasche quando fa caldo, leggere o raccontare una storia, mangiare la frutta e cantare una canzone.

campo estivo in natura

Cercavo un centro estivo semplice, poi ho pensato: lo faccio io.
Mi prendo i figli di chi vuole e me li porto nel bosco. Tutto il giorno, poche parole.

Corde per arrampicarsi (su alberi bassi), palette per scavare (senza distruggere niente), fili per fare braccialetti e una bella brocca di limonata fresca. Semplice no?

La mia esperienza

Un po’ di esperienza in questi anni me la sono fatta:

  • ho fatto un tirocinio in un asilo nel bosco in Svizzera
  • ho fatto l’assistente al doposcuola nella scuola steineriana di Ginevra
  • ho fatto una formazione in ambito steineriano per il  primo settennio
  • sto studiando l’extra lesson per bambini con disturbi dell’apprendimento
  • faccio un tirocinio con i bambini di prima elementare per aiutarli a leggere e a scrivere
  • porto da più di 10 anni tutti i miei figli a Villa Pamphili quasi tutti i giorni e con loro ho fatto spedizioni, esperimenti e avventure di tutti i tipi
  • ho fatto l’aiutante in un centro estivo al fianco di bambini con autismo

Stare con i bambini, lasciarli in pace mentre imparano a stare insieme e scoprono il mondo attraverso stimoli sensoriali di alta qualità (quelli della natura) è diventata la mia passione. Ho visto quanto ha fatto bene ai miei figli e vorrei poter donare il mio tempo a tutti i bambini che passano le giornate in casa perchè i genitori non possono e  le babysitter non hanno voglia di portarli in natura.

Cosa faremo al centro estivo

vivere semplice - tutti i diritti riservati

Non daremo fuoco a villa Pamphili e non pregheremo il dio della luce. Canteremo e staremo semplicemente insieme senza far danni. Promesso!

E se un bambino si fa male? I bambini saranno assicurati.

Una giornata tipo

  • Giochi di conoscenza e di confidenza per creare una piccola comunità di esploratori
  • Giochi di equilibrio per imparare ad arrampicarsi in sicurezza e prendere confidenza con il movimento e il proprio corpo
  • Passeggiate nelle vie non battute del parco per avere la sensazione dell’avventura e della scoperta
  • Bagni di natura senza la paura del vento o del caldo: il bosco diventerà il nostro habitat con cui faremo amicizia dandoci il tempo per familiarizzare
  • Gare di solidarietà: la natura è un ottimo ambiente per mettersi alla prova in gruppo e aiutarsi a vicenda
  • Tempo per inventare, fantasticare, immaginare, raccontare e raccontarsi
  • Pranzo al sacco e merenda portati da casa
  • Giochi di fontanella (portarsi una maglietta di ricambio)

Ci sporcheremo si, perchè i bambini hanno bisogno di sporcarsi.

Se vuoi saperne di più scrivimi: info chiocciola vivere-semplice.org

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vivere semplice

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Il lato oscuro di ogni vacanza di famiglia


Scritto il 04 settembre 2018

vivere semplice

Quando i bambini avevano 4 e 6 anni un giorno pensai: tra 10 anni avranno 14 e 16 anni, chissà come saranno. Chissà cosa faremo insieme. Gli insegneremo a viaggiare, li porteremo on the road.

cityQuel momento oggi è arrivato e quelle strade erano proprio strade di San Francisco. Poter essere viaggiatori insieme a loro è stata una grande occasione, un sogno che si avvera. Ma le cose sono andate diversamente da come immaginavo.

 

 

 

Vacanze di famiglia

Ogni vacanza ci famiglia che si rispetti ha i suoi lati oscuri e va sempre diversamente ma è proprio questo il lato positivo della questione: l’imprevedibilità.

Come scegliamo di viverla dice molto su chi siamo. Sono felice di essere riuscita a stare con loro nell’unico modo in cui si può stare bene: avendo voglia di ascoltare, potendo cambiare idea, percorso o addirittura obiettivo.

Accogliendo la sfida di imparare ad adattarsi ai loro ritmi senza rinunciare ai propri, mediando.

vivere semplice - vacanze di famiglia

In cinque, in un posto nuovo per tanti giorni senza il mordi e fuggi, in una casa che non è la nostra, con una macchina che non sapevamo guidare, su strade con una pendenza del 45%, a passeggiare su un ponte lungo 3 km che oscilla pesantemente o sotto le sequoie più alte del mondo, monumenti della natura alti 30 metri millenari, siamo stati in perenne caotica contrattazione.

Abbiamo anche vissuto la frustrazione del non sapere cosa fare, del non essere d’accordo su niente. Tutti contro tutti ma costantemente appiccicati l’uno all’altro a darci fastidio, promiscui nell’indossare i vestiti altri, valige in condivisione, pidocchi compresi.

Cosa si fa quando ognuno vuol fare qualcosa di diverso

Le vacanze di famiglia sono un fantastico esercizio di democrazia. Ognuno ha diritto di dire la propria, di comprare una maglietta inguardabile o di farsi un nuovo taglio di capelli. E’ un altro modo di viaggiare quando i bambini sono grandi!

Pur di non isolarci ognuno nel proprio wifi abbiamo proposto serate a guardare Provaci ancora Sam e Un mercoledi da leoni,  fantasticando sugli alpinisti del documentario Valley uprising dopo aver ammirata la spianata verticale di granito di 600 metri chiamata El Capitan al parco nazionale di  Yosemite.

Le riflessioni che evoca il viaggio

Abbiamo parlato tanto, di tutto. C’è stato il tempo delle domande, gli indovinelli e le polemiche. C’è stato da stufarsi gli uni degli altri e di vedere quanto siamo diversi.

Che cos’è il lusso? Quando costa e quanto vale? I senzatetto a San Francisco non si contano, dormono nei parchi al freddo anche ad agosto e la mattina gli officer annaffiano i prati per farli andare via.

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Viaggi nel tempo

A San Francisco ci ero stata quando avevo 20anni e avevo guardato con altri occhi tutt’altre cose, oggi sono diversa e Frisco mi appare quasi noiosa, difronte a tutto il resto che mi importa di più. Non sono turista, non lo sono mai stata, il mio animo di viaggiatrice mi fa dire grazie perchè tutto quello che vivo.

Che poi, i ragazzi siano degli incalliti mangiatori di hamburger e l’unica cosa che gli sia interessato vedere fossero i negozi di Santa Cruz, gli skatepark e i mall quello ci sta. D’altronde è un po’ ambizioso voler far capire la controcultura a ragazzini che non sanno neanche cosa sia stato il Vietnam, o il movimento gay, o l’ambientalismo.

Visitare la Silicon Valley dove il monumento più importante di Palo Alto è un enorme like di plexiglas in mezzo alla strada e per strada vedi solo le bici colorate di Google.

Siamo vecchi, abbiamo parametri culturali completamente diversi da loro. E siamo nerd, questo i nostri figli devono saperlo!

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Il mio libro

Mentre eravamo dall’altra parte dell’oceano il mio libro è andato in stampa. Sono tanti anni che mi leggete, sapete che ad un certo punto ho anche pensato di essere la mamma più rompicXXXoni delle terra, una mamma scapestrata e diversa.

Adesso sono passati un bel po’ di anni so che essere me stessa è stata l’unica cosa giusta che potevo fare. Anche se essere diversi costa, anche se a volte ci si sente soli e sulla strada sbagliata.

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estate2015 i borgnino a 13, 11 e 5 anni

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Chi sono veramente i miei figli?


Scritto il 16 settembre 2015

Ultimamente seguo i miei figli, nel senso che li guardo da dietro, da una diversa prospettiva, mi metto al seguito, cosi riesco a giudicarli di meno, se possibile. Dite quello che volete, potete anche dire che non è vero… però giudicare i figli è una tara mentale che quasi tutti abbiamo, è molto difficile riuscire a crescerli senza aspettative nei loro confronti e quindi senza cercare di desiderarli più simili ad un ideale che abbiamo in testa.

Proprio questo ci impedisce di vederli per quello che realmente sono. E a volte si rischia di perdersi il meglio! Grazie alla maestra di Lorenzo Pedro che non perde occasione per farmi notare quanto brilla questo mio figlio grande sul quale a volte le mie aspettative pesano più di uno zaino pieno di libri.pagelle della settima classe peo

Recentemente e grazie al fatto che sto imparando ad accompagnarmi con le persone giuste che non mi giudicano e non mi psicanalizzano, ho capito che è meglio non prendere le situazioni di petto, drammatizzare, arrivare sempre al limite. Ho imparato a defilarmi. A stare in campana e osservare chi sono i miei figli veramente.

1att

E cosi li vedo prendere la loro strada, ognuno a suo modo. Emilio appena andato in prima elementare, il primo giorno era dritto, felice, aperto al mondo che lo aspetta. Zeno è quinta classe, si muove per la città da solo con lo skate ed essendo andato a scuola a 7 anni e mezzo e già un ragazzone che vorrebbe il telefonino. E Lorenzo Pedro in ottava sta per concludere il lungo ciclo della scuola steineriana e già studia a memoria la sua parte della recita di Sheakespeare che farà in primavera

Ognuno di noi ambisce ad essere più libero: lasciar crescere i figli tenendosi un po’ più in disparte fa apprezzare di più la prospettiva. Sono cosi felice di aver conquistato questo pensiero emancipandomi completamente da ciò che ho vissuto sulla mia pelle: un papà e una mamma che mi hanno controllato sempre e troppo!

estate2015 i borgnino a 13, 11 e 5 anni
E cosi mi sono seduta finalmente sullo scalino e perdendoli di vista per qualche manciata di minuti alla volta sono riuscita anche ad ascoltarmi un po’.

Vedo sempre più tre individualità che a stesso stimolo reagiscono in maniera opposta, che hanno bisogno di tre madri diverse, tre diverse attitudini. Vedo che sempre più io mi faccio da parte e con sempre più libertà loro sanno girare lo sguardo verso di me se e quando c’è bisogno di una conferma o un diniego. Ragazzi come questi, di 13, 11 e 5 sono li apposta per aiutarmi a trovare i miei limiti nelle loro possibilità. Che figata essere genitori!

estate2015 i borgnino a 13, 11 e 5 anni

Ah! Un ultima cosa: se come noi non li avete lasciati molto fare da soli quando erano piccoli (sbagliando), intendo cucinare, pulire o lavare i piatti perchè sono più i pasticci che fanno e quel che c’è da pulire dopo allora vi dico una cosa: non è mai troppo tardi per iniziare.

Quest’estate c’è servita da lezione: iniziando a lasciare che sia il brontolio della pancia a dire che è ora di buttare due uova in padella gli animi si sono convinti a mettersi in moto ed ora sembra che la macchina della volontà si sia attivata (turni per apparecchiare e sparecchiare, caricare la lavastoviglie e passare l’aspirapolvere stanno per essere concordati ed affissi nella bacheca della cucina)

 

 

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Suggerimenti estivi di felicità


Scritto il 22 luglio 2015

suggerimenti-estivi di felicità

Ogni tanto ricevo una newsletter a cui devo essermi iscritta tempo fa che mi piace moltissimo: ve la consiglio. L’autrice è una sociologa autrice del blog www.raisinghappiness.com che si occupa di felicità e spesso parla di famiglie, genitori ed altri esseri umani alla ricerca di quello che conta. Forse per questo mi piace.

Ecco cosa dice oggi (ed io non posso essere più daccordo):

Vuoi provare a fare qualcosa di nuovo per te stesso quest’estate?

Spegni lo smartphone – realmente veramente completamente e per diverse ore al giorno. E poi osserva quello che succede.

Non sarà facile e il motivo è che la tecnologia può creare dipendenza e può cambiare in maniera profonda chi siamo come persone. E questo vale non solo per chi al computer ci lavora, ma anche per tutti gli altri che finiscono con il regalare gran parte del loro tempo alla rete. Con che cosa in cambio?

Non far finta di non sapere

I ricercatori ritengono che se passiamo troppe ore della giornata connessi possiamo diventare più impazienti, impulsivi, incapaci di dare il giusto peso alle cose, di provare gratitutine, apprezzamento per la vità ed egocentrici.
Queste qualità non ci fanno persone più felicei e non ci rendono genitori migliori .

Disconnetterci dalla tecnologia ci può aiutare a ristabilire il contatto con chi siamo veramente, ciò che è veramente importante per noi e ciò che realmente ci rende felici. Ecco qualche consiglio per provarci  e qualche dritta per disconnettersi insieme ai figli proponendo attività alternative che alleviano l’astinenza.

Non ti dico che sia facile perchè se lo fosse non si potrebbe parlare di dipendenza. Il problema è che finchè non provi non lo sai quando è difficile rimanere sconessi.

Dopo aver provato saprai quanto ne hai davvero bisogno. E quanto puoi guadagnarci in salute e nelle relazioni con chi ami.

 

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In vacanza con 4 maschi: guida semiseria alla sopravvivenza

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In vacanza con 4 maschi: guida semiseria alla sopravvivenza


Scritto il 27 luglio 2014

in vacanza con 4 maschi - guida alla sopravvivenza - vivere semplice

Andare in vacanza con i maschi è disperante. Vivere con loro tutto l’anno ok, ma andarci anche in vacanza è troppo! L’anno prossimo opterò per una vacanza al femminile, voglio solo amiche con le loro figlie. Si, perchè negli anni ho sviluppato il mito che le femmine sono più intelligenti e ragionevoli, più organizzate e meno zozzone e soprattutto hanno più buon gusto. Forse mi sbaglio e vi prego convincetemi che mi sto sbagliando.

Ho 3 figli maschi fantastici e un marito meraviglioo però quel che è giusto è giusto: i maschi vivono nel caos, perdono tutto, non si lavano se non costretti e non fanno altro che ridere. Non si stancano mai, amano le barzellette ma non capiscono i doppi sensi, non cercano mai di interpretare una frase, mangiano sempre e si appassionano a cagate come i go-kart.

in vacanza con 4 maschi - guida alla sopravvivenza - vivere semplice

Questa vacanza mi è sembrata più faticosa di altre (forse lo dico tutti gli anni).
Siamo stati una settimana in uno dei campeggi più semplici e selvaggi in cui sia mai stata, ad Eraclea Minoa, tra Sciacca ed Agrigento, in Sicilia, sotto una pineta fittissima a ridosso del mare azzurro-caraibi e della spiaggia africana.

Tre ragazzini, di 12, 10 e 4 anni più un marito con la passione per la radio e le antenne sono state un vero colpo di grazia. Sono tornata con la sensazione di aver fatto tutto per loro e pochissimo per me, non ho scritto, ho letto poco e ho passato le giornate a redimere diatribe, trovare soluzioni per evitare litigi e togliere pidocchi. Altro che vacanze!

in vacanza con 4 maschi - guida alla sopravvivenza - vivere semplice

Ecco perchè

Con una caparbia senza paragoni ho chiesto che i grandi lavassero i piatti tutti i giorni (e ci sono riuscita) e ho capito perchè quasi nessun genitore lo fa: è molto più faticoso che non lavarseli da sè.

Con una tempistica esagerata li ho obbligati a fare compiti tutti i giorni  giusto per avere almeno un’oretta di tempo per leggere, dormire o stare a fissare il vuoto (i compiti della scuola steineriana sono più difficili di quelli “normali”. Rimpiango quardo ero bambina e potevo fare 40 esercizietti senza pensarci su.. loro devono leggere il Piccolo Principe e inventare personaggi che pensino, che abbiano qualcosa  da dire…insomma devono sforzarsi di usare la fantasia e di metterla nero su bianco, cosa che gli viene assai difficile)

in vacanza con 4 maschi - guida alla sopravvivenza - vivere semplice

Lorenzo Pedro il dodicenne, che di solito comincia con i tuffi il primo giorno e non lo si vede per tutta la vacanza si è preso l’otite  e non ha potuto più fare il bagno: risultato ha passato la vacanza a lamentarsi e a chiedere chi voleva batterlo a ping pong.

Metteteci in più il  detox week, ovvero astinenza da telefono, internet, social e email. E’ stata davvero dura. Posso scrivere una guida alla sopravvivenza solo perchè è passata, e sono qui a raccontarvelo in modo semi-serio. Ecco quali sono le cose non farò più:

  • andare in vacanza senza amici: la condivisione è necessaria (quando è troppo è troppo anche per una famiglia felice)
  • scegliere un luogo selvaggio e isolato: i ragazzi hanno bisogno di distrazioni, altrimenti nel nulla rischiano di trovare se stessi che è proprio quello che non vogliono fare
  • abbinare i figli full time al detox week: pessima idea. Non sapete quanto leggere le sfighe altrui su facebook possa far da placebo e sedare le imperscrutabili insicurezze che vengono ad una mamma che pensa di aver sbagliato tutto con i propri figli.

Il colpo di grazia me lo ha dato poi leggere Libertà di Franzen, che racconta la storia di una donna americana, progressista e alternativa che mi assomiglia in modo imbarazzante e ad un certo punto suo figlio adolescente che lei adora decide di andare  a vivere con i vicini, buzzurri cafoni di provincia con la spillatrice di birra in giardino e il quad. Ci voleva proprio!

Non sono più sicura che insegnare l’educazione ai propri figli, il rispetto per gli altri, le regole, l’importanza del gioco e della fantasia, la capacità di usare bene la propria libertà sia stata una buona idea. Per adesso ha sortito ben pochi effetti: mi ritrovo con tre bestioline rampanti che ridono sguaiatamente e si appendono agli alberi tutto il giorno ed io e mio marito ci guardiamo esausti pensando che rivogliamo la nostra vita di coppia in carriera senza figli.

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Sicilia forever

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Sicilia forever


Scritto il 20 luglio 2013

Per fortuna ci siamo ricordati di come è bella, semplice, appassionata e luminosa la Sicilia e abbiamo deciso di tornarci, dopo anni in cui avevamo scelto la Puglia e la Provenza… abbiamo ritrovato proprio quello che cercavano.

sicilia

Il mare mozzafiato, la costa lunga, dove c’è posto per tutti e si riesce a trovare la spiaggia quasi deserta anche a luglio.

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Il posto in cui ci siamo trovati meglio è il litorale popolare prima di Castellammare del Golfo. Abbastanza vicino alla riserva dello Zingaro per godere di spiagge caraibiche e abbastanza lontano dalla fighetta San Vito Lo capo, un po’ troppo complessa per noi.

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Siamo stati alla Valle Dorata, un piccolo residence a conduzione familiare a Balestrate, pochi chilometri dal mare, due piscine e una casetta semplice semplice ma grande e comoda, dove appendere un’amaca in giardino e riposarsi un po. La signora Beatriz ceramista venezuelana gentilissima, con il marito siciliano che sembra Battiato, ci ha preparato un laboratorio di ceramica, ci ha lasciato schiamazzare in piscina e ci ha fatto sentire come a casa.

valle dorata balestrate

E poi sfincioni, cassatelle, brioche con il gelato, e cous cous alla trapanese e bagni notturni… Libertà insomma, che fa rima con semplicità, quasi sempre.

valle dorata balestrate

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La Sicilia vera: vacanze con la famiglia

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La Sicilia vera: vacanze con la famiglia


Scritto il 20 luglio 2013

Dopo una prima sosta nella zona di Gastellamare abbiamo continuato con esplorazione subacquee della riserva dello Zingaro, un posto che non ti sembra di essere in Italia, per lo cura, la pulizia e la tutela dell’ambiente. Le vacanze in Sicilia con la famiglia sono una meraviglia.

Macchine tenute a debita distanza, sentieri e mappe ben fatti, ingresso a pagamento ma ragionevole (3 euro), giusto il minimo per far si che questo posto venga apprezzato e non abusato.

sicilia viaggio di famiglia

sicilia viaggio di famiglia

sicilia viaggio di famiglia

Lorenzo Pedro è quasi un ragazzino. E’ uscito con gli amici trapanesi e non lo abbiamo visto per interi pomeriggi, in giro con il suo skateboard e con il fratello Zeno sempre al seguito. Dopo l’esame di quinta elementare e la sua storia greca abbiamo visitato il tempo greco di Segesta, e ascoltato l’Iliade in audiolibro. Non avrei mai pensato che il pilastro della cultura occidentale dell’VIII secolo avanti Cristo parlasse quasi esclusivamente di tradimenti, di potere, di gelosie e di invidie tra dei, semidei e comuni mortali più o meno eroici.

sicilia viaggio di famiglia

Di San Vito lo Capo e della casa che abbiamo affittato li posso dire poco: il paese è molto bello ma anche un po’  fighetto con i suoi lounge bar, il residence molto lussuoso ma poco pulito, non lo consiglio. Meglio andare sul posto e affittare direttamente da qualche signora seduta sul marciapiede con la sua sedia di plastica e il cartello affittasi. Più verace e forse anche più economico.

E la spiaggia anche se fantastica è davvero troppo popolata. Gli stabilimenti sono eccessivamente cari, quindi la gente si riversa nei 3 metri quadri di spiaggia libera con l’effetto panino schiacciato. Inoltre Andrea andando a correre la mattina presto vicino alla tonnara abbandonata ha visto il posto in cui trovano riparo per la notte tutte le decine di marocchini, tunisini e indiani che cercano di vendere le loro cose in spiagge. Sono abbandonati a se stessi, senza acqua e luce, come in una township namibiana. Che in un posto cosi ricco ti fa ancora più incazzare.

Noi abbiamo trovato riparo nella Baia di Santa Margherita, a pochi chilometri da San Vito, più vivibile e raggiungibile con un trenino gratuito dal parcheggio, che fa varie soste nelle spiaggette della zona.

sicilia viaggio di famiglia

Dico grazie per ogni instante, respiro forte questa aria isolana e non smetto di indossare occhiali scuri perchè questa luce è davvero troppo per me. DIco grazie alla mia famiglia che è con me, ai bambini che cantano a squarcia gola in macchina e che hanno guidato il risciò per la prima volta e ad Andrea che mi sceglie, come io scelgo lui, per passare del tempo insieme. Che non è ovvio. Mai.

sicilia viaggio di famiglia

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Benvenuto agosto!


Scritto il 01 agosto 2012

emilio e il ghiacciolo homemade

C'è un ritmo nuovo in casa. I fratelli sono partiti per le vacanze e con Emilio figlio unico si fa tutto con tempi lunghi, cura e sorrisi. Vacanza per me è questo: trovare un tempo diverso dove gentilmente alternare le cose che ho voglia di fare con il nulla, senza la pretesa di voler far stare tutto al suo posto. Si chiama godersi la vita. Almeno ad agosto!! 

Continuo a ripensare al video di Jill Bolter Taylor una neuroscienziata che ha vissuto in prima persona l'esperienza dell'ictus. Se non sapete perchè essere felici in questo agosto caldo e silenzioso guardate questo video!

Mi chiedo se riuscissi a dare più retta la mio emisfero destro. Sarei certamente più centrata su me stessa, sarei quella me stessa che voglio essere e che sempre più spesso sento di voler rapprensentare in questo angolo di quiete che è per me vivere semplice.

L'emisfero destro del nostro cervello, come avreste occasione di imparare ascoltando questo fantastico video è quello che vive nel presente, si nutre di esperienze sensoriali, se ne frega di imparare dai suoi errori perchè non giudica nulla e non esprime valore, non collega, non è seriale e ci mette in pace con il mondo. Il nostro emisfero destro è quello che ci fa sentire in sintonia con gli altri, che ci fa provare compassione, che ci permette di usare le emozioni e non sempre e solo il calcolo e l'opportunità. 

L'emisfero sinistro invece, che ho preso un po' in antipatia ultimamente, è un vero e proprio processore di informazioni, pensa linearmente e serialmente, è metodico, si occupa solo del futuro e del passato e per fare questo prende i più minuti dettagli del presente e li mette nei giusti cassetti, diciamo che mette in ordine continuamente: cataloga, organizza e associa. 

Io adesso vado a cercare su internet come si fa per  usare meglio l'emisfero destro e metter via per un po' il sinistro. Poi vi dico…

Sullo stesso argomento leggi anche:

Above all, be kind

Da dove viene la capacità di commuoverci

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