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Le meravigliose doti del genitore pigro e ozioso


Scritto il 22 gennaio 2018

Il mondo in cui viviamo è fatto sempre di più di slogan: ora escono fuori le meravigliosi doti del genitore pigro e ozioso ideali per ogni bambino.

Che ridere! Fino a ieri tutti si affannavano ad essere i genitori più solerti, lamentandosi della fatica e oggi, oplà arriva il genitore che non fa nulla e cresce figli felici. Sono contenta di questa deriva un po’ oltranzista ma cerchiamo di capire meglio..

idle il genitore pigro e ozioso

grazie a Ivan Rachieli iscarlets.it per suggerimento di lettura

Questa nuova moda sdogana il genitore inattivo che con i figli adotta la strategia del togliersi di torno e lasciare i bambini soli, senza tecnologia, senza un’agenda fitta di impegni e senza stimoli.

Solo cosi potranno imparare a giocare e intrattenersi da soli.

Non potrei essere più d’accordo se non fosse per quel piccolo particolare che viene messo però in cima alla lista: togliersi di mezzo e lasciare i bambini soli.

Su questo non sono d’accordo, i bambini hanno bisogno di essere percepiti con occhi veri da genitori che li guardano fare continuamente multitasking non essere lasciati soli.

 

Di cosa ha bisogno tuo figlio?

Essere sul pezzo è difficile sempre, anche con i figli. La negoziazione è complessa e loro ci chiedono il tira e molla costante da piccoli, che diventa tiro alla fune quando crescono. Hanno quindi bisogno di genitori attenti e calmi ma spesso:

  • chi è attento è spesso iperattivo
    e si preoccupa invece di occuparsi (ne parlo qui)
  • chi è calmo magari è anche poco reattivo
    di fronte agli eventi che si susseguono velocemente.

 

Prova a lasciarlo in pace

All’inizio la pensavo anche io cosi ma se pensi di risolvere il problema lasciando in pace tuo figlio mentre gioca probabilmente scoprirai che non è cosi facile.

Se sei alle prime armi ti divertirai a leggere il mio libro in cui racconto tanti episodi ed epic fail proprio su questo argomento.

I bambini hanno bisogno di noi

Per fortuna i bambini vogliono entrare in contatto con noi e lo mostrano in tutti i modi. Ecco solo qualche strategia:

  • la dinamica dello scambio
    (facciamo che io ero la mamma e tu il bambino, adesso ti cullo va bene?)
  • il gioco dell’attenzione
    (vieni a giocare? vieni a vedere? vieni a fare? e quando vieni? allora non vieni?)
  • il dare-avere dei sensi di colpa
    (sei brutto papà, mi hai detto che giocavi invece leggi il giornale)
  • la sfida
    (se non vieni qui subito mi arrampico sulla libreria)

Possiamo far finta di lasciarli in pace quando fanno cosi? Dobbiamo metterci in gioco, questo è ovvio, qui il tema è come farlo.

La strada che ho trovato si chiama Vivere semplice, ne parlo a lungo qui e nel mio libro. Parte da una sfida della volontà e approda nel luogo più pigro del mondo. Ci credereste? (l’ho chiamata la strategia del bambino sottoltavolo)

 

La sottile linea del genitore pigro

Essere i meno invasivi possibile è una strategia che considero vincente ma certo non significa disinteressarsi, oziare, essere pigri. Questa è tutt’altra cosa. Ma la linea è sottile, mi rendo conto.

Ecco le cose che il genitore pigro può insegnare a quell’altro:

  • non ti servono molti soldi anzi meno spendi e più gli insegni il valore della vita. il sabato portalo nel bosco fuori città invece di andare a passeggiare al centro commerciale o inzeppare le sue ore di cinema e laboratori d’arte. lui vuole te non i tuoi soldi.
  • gli amici sono importanti, crea un gruppo di famiglie e fai con loro le vacanze. Questo alleggerisce il peso della genitorialità e aiuta i figli a vedere che anche i genitori degli altri a volte sbagliano.
  • parla con le persone invece di cercare consigli di genitorialità su libri, siti e forum su Internet, mettiti in discussione, ammetti le tue debolezze e abbassa standard e aspettative sui figli (leggi il perfezionismo è una malattia)
  • crea occasioni, organizza degli aperitivi a casa tua dove i tuoi amici con figli possono chiaccherara mentre i bambini possono giocare indisturbati. 
  • stai a letto il più possibile durante il weekend. quando avrà fame penserà alla colazione, anche se è piccolo. Inizierà rovesciando il latte a 4 anni ma a 8 saprà fare il caffè (giuro!)

Il caso nasce dall’articolo Idle parenting means happy children, leggetelo contiene un sacco di buone idee.

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Il multitasking fa male!

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Il multitasking fa male!


Scritto il 10 agosto 2012

au4b

Il multitasking fa male, non ci appartiene, non è una cosa umana. Il multitasking in realtà non esiste.

Gli esseri umani non possono fare (bene) più di una cosa alla volta. Lavorare o vivere in multitasking è solo un’illusione. In realtà quello che stiamo facendo è passare ipervelocemente da una cosa all’altra pensando di risparmiare tempo, fulminando quella lampadina che è il nostro cervello.

La mia maestra di yoga dice che siamo come uno scaldabagno: accendere e spegnere il cervello continuamente non fa altro che stancarci mortalmente, consumare un sacco di batterie, salvo poi fulminarci pietosamente come una lampadina, o come uno scaldabagno.

Ma oggi lo conferma anche Matt Richtel, Tecnology Report del New York Times, che afferma: fare più cose nello stesso tempo non si puo’.

Si puo’ passare di palo in frasca continuamente con il risultato che il livello di stress aumenta sensibilmente e si rischia di andare in stato di overload. Ascolta l’intevista (in inglese, 13 minuti ben spesi). Se vuoi approfondire leggi e ascolta il suo intervento su “The price of putting your brain on computers
sullo stesso argomento approfondisci sul canale tecnologia del NYT

Perchè lo facciamo quindi?

Tendiamo a fare più cose contemporaneamente perchè siamo sotto l’effetto del dopamine score una risposta neurochimica del nostro cervello alle molteplici stimolazioni che fronteggiamo durante la nostra vita diurna.

In pratica ci cerchiamo sempre ulteriori stimoli perchè ne abbiamo bisogno, perchè gli stimoli creano dipendenza celebrale. Interessante no? Ora tocca capire come si sviluppa il cervello dei nativi digitali, a questo proposito Richtel sta facendo interessanti scoperte di cui vi parlerò.

E io che pensavo che fossero i nuovi stimoli a venire a cercarmi. Forse invece di dirci bombardati dagli stimoli dovremmo cominciare e riflettere sul perchè non ci proteggiamo.
Ci piace forse cosi? Anche al tossicomane piace cosi, a parte gli effetti collaterali…

Possibili soluzioni?

Fai l’uncinetto, rallenta, digital-disintossicati. Buona lettura (in multitasking)

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