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com-prendere per imparare

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Com-prendere la realtà per imparare


Scritto il 09 agosto 2016

com-prendere per imparare

Perchè la realtà è cosi importante per l’apprendimento? Il dottor. Spitzer nel suo libro Demenza digitale afferma che bisogna com-prendere con le mani per ricordare. Perchè?

Immaginate che il nostro cervello sia diviso in tre parti:

  • la prima si occupa delle percezioni (la vista in primis),
  • la seconda si occupa della pianificazione ed esecuzione motoria,
  • la terza pensa a tutto il resto.

Queste tre sfere sono connesse attraverso percorsi bidirezionali quindi le une hanno bisogno delle altre per istruirsi a vicenda. (è la mielina responsabile della comunicazione degli impulsi nervosi che viaggia ad una velocità che oscilla tra i 3 e i 120 metri al secondo)

Già agli inizia dell’800 il pedagogista svizzero Pestalozzi diceva che l’apprendimento si deve realizzare attraverso cuore, mente e mano. Oggi dagli studi svolti sappiamo che i bambini che hanno potuto giocare con le mani e soprattutto con le dita in seguito hanno presentato competenze matematiche più elevate.

Il motivo è che i numeri e le quantità astratte per poter entrare nel nostro cervello hanno bisogno di essere comprese con la funzione tattile, di essere quindi introiettate fisicamente, vissute con il corpo per esempio saltando la corda, battendo le mani o i piedi. Proprio come si è sempre fatto per imparare le conte e le tabelline!

Un altro punto fermo degli studi recenti dice che si imparano molto più velocemente i nomi degli oggetti se tali oggetti vengono manipolati perchè la manipolazione presenta un’attivazione precoce delle zone frontali motorie del cervello. Anche questo i bambini lo sanno da sempre, chissà perchè non li si lascia semplicemente fare, invece di ficcarli davanti alla tv.

Lasciate pasticciare i bambini

Provate ad andare in qualsiasi asilo nido cosiddetto “innovativo”, scoprirete che ultimamente hanno capito che i bambini da 0 a 3 anni hanno un fondamentale bisogno di usare i sensi di base quindi mordere, spiaccicare, pasticciare, manipolare e fare tutte quelle cose che noi adulti cerchiamo di evitare che facciano.

Perchè gli educatori non si mettono in testa che come si faceva una volta aveva un profondo senso e bisognerebbe continuare a farlo? Chi innova nella scuola dovrebbe conoscere il bambino nella sua essenza e studiare come funziona il cervello. In famiglia recuperare un po’ di buon senso sarebbe sufficiente!

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Come tenere il cervello in allenamento (e perchè si modifica costantemente)

Si può smettere di usare il cervello? Alcuni pensano che gli adulti del futuro saranno più stupidi di noi.

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imparare a pensare sabrina d'orsi tutti i diritti riservati

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Impara a pensare! Non fidarti solo di quello che ti insegnano


Scritto il 23 agosto 2013

imparare a pensare sabrina d'orsi tutti i diritti riservati

Ciò che è vero deve essere sperimentato. Non si puo' solo crederci. Ma se dall’Antichità al Rinascimento, da Pitagora a Keplero, aritmetica, geometria, musica e astronomia hanno indagato il numero, lo spazio, il suono e il movimento dei corpi celesti una ragione ci sarà o no?. 
Queste quattro discipline venivano già pensate e insegnate da Platone come un insieme unitario, che fondeva lo studio degli oggetti matematici con l’aspirazione filosofica al vero, al bello e al bene. 

quadrivium

Ed è proprio questo di cui mi piace parlare: il vero, il bello e il bene. Che sono i tre pilastri della pedagogia di Rudolf Steiner (della sua apparentemente strampalata importanza al disegno di forme) e che sono i tre motivi principali per:

1. Non  mentire a noi stessi e agli altri  (la verità è più vispa, più scandalosa, più folle e più invidiabile di ogni banale menzogna).

2. Non abbrutirsi per esempio davanti alla tv (ho detto per esempio), perchè c'è davvero di meglio da fare nella vita e non è detto che debba essere fatto perchè è più bello ma perchè ci piace di più. (Ma noi lo sappiamo ancora quello che ci piace di più?)

3. Non rassegnarsi a pensare che se fai bene o se fai male è uguale. Non è cosi. Ognuno di noi dovrebbe fare il meglio che puo'.
Il bene è un circolo virtuoso, porta lieto fine, soddisfazione, fa quadrare il cerchio, riunisce ciò che era diviso, risale all'unità attraverso una progressiva semplificazione. Il meglio è semplicemente il meglio. Tutti sappiamo riconoscerlo.  

Di male in peggio si entra  in un circolo vizioso, che alimenta astio, guerra, delusione ed altro astio. 

La parola chiave è meglio. (l'hai letto il post su "fai il tuo meglio?")
Allora vi chiederete cosa c'entra il meglio con questo libro? C'entra che mentre lo leggevo mi sono chiesta:

se un bambino a scuola chiede alla maestra: perchè ci sono 60 secondi in un minuto e 360 gradi in un angolo? la maestra saprà spiegargli Il perchè? Questo libro si.

se un bambino arriva dalla maestra e chiede: "perchè lo zero si scrive come una O?" la maestra che avrà letto questo lirbo si avvicinerà  piano alla sua classe e con voce misteriosa comincerà a raccontare questa storia:

 

 

 

 

C'era una volta un indiano che si sedeva tutti i giorni in spiaggia per contare. Usava un ciottolo per fare i suoi conti sulla sabbia e quando aveva finito di contare riponeva il suo ciottolo sulla sabbia. Un giorno, arrivò nel posto in cui si sedeva tutti i giorni e prese il ciottolo tra le mani. Si accorse che togliendo il ciottolo dal suo posto e lasciando quindi il vuoto, il niente,  c'era una forma circolare al suo posto. Una traccia visibile a forma di O di qualcosa che non c'era più. Era nato lo zero.

Non vi piacerebbe che i vostri bambini imparassero i numeri cosi? Riflettendo sulla loro vita, su come i numeri sono tutti dentro di noi, nella nostra vita, nelle nostra membra. Le nostre dita ci parliamo del dieci, il nostro stesso io ci parla dell'unità, che è la più preziosa. Da essa si dipana tutta la matematica. Non è il risultato che conta, sono gli addendi, le individualità, noi.

Questo libro vi piacerà. Anche le illustrazioni sono fantastiche. E non vi incazzate con le maestre dei vostri figli, spesso devono seguire dei programmi ministeriali più freddi di un cadavere, magari questo libro regalateglielo senza dire una parola. Chissà che non riscaldi un po' il cuore…

 

Quadrivium
numero, geometria, musica, astronomia
Sironi editore
Prezzo di copertina: 21 euro

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