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sbagliare è una benedizione

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Un modo inedito per mettere ordine nel cervello


Scritto il 22 febbraio 2015

Sono perennemente stanca. E’ finito il periodo in cui dicevo Io ho tempo, ora sono preda come tutti della fretta cronica e del bisogno di mettere ordine nel cervello tra la mole di cose da fare e il tentativo di fare sempre le cose al meglio, non dire di no e non sbagliare. Perchè?

Credo davvero che la massa enorme di informazioni che dobbiamo processare quotidianamente sia decuplicata. E tutto diventa sempre più urgente e sempre più importante. Non possiamo dire di no, altrimenti siamo tacciati come indifferenti.

sbagliare è una benedizione

Quindi dobbiamo firmare tutte le petizioni, partecipare a tutte le riunioni, rispondere a tutti i messaggi, approfondire tutte le questioni e trovare anche il tempo di andare a lamentarci delle troppe assenze delle maestre, che stanno a casa ogni volta che si ammalano i figli (io poi non ci sono andata ma le mamme della classe cosa penseranno?)

Perchè dobbiamo fare tutto noi?

Non rimane neanche più il tempo di verificare le fonti, controllare l’autenticità dei nostri pensieri, trovare confema nel dialogo con gli altri. Non rimane il tempo per riposarsi davvero senza far niente per più di una o due ore, pena aver sprecato un pomeriggio.
L’unico momento libero che è rimasto è quello dello space clearing (mettere in ordine, vivere in spazi sempre più piccoli o riorganizzare gli spazi dando nuova vita ad angoli prima inutilizzati).

Mettiamo in ordine nell’armadio o nel computer per fare ordine nel cervello. Ecco perchè queste attività e i libri come Il magico potere del riordino di Marie Kondo e i siti che ne parlano hanno cosi tanto successo. Leggetevi The minimalist, Zen habits, Becoming minimalist, Mnmlist.

Ma siamo sicuri che mettere in ordine sia una buona idea? O è solo un modo per far finta di fare qualcosa di utile mentre in realtà stiamo trascurando le cose che contano di più? Di solito quelle sono le più difficili da affrontare.

Nella fretta rischio di sbagliare.

Ho la sensazione di perdermi nel caos e di fare enormi errori (di cui non voglio parlare). So benissimo che questi errori mi servono per crescere e per imparare ciò che voglio davvero. Ma nel frattempo sono qui che mi cruccio.

Vorrei fare solo cose di cui ho voglia: per esempio buttare via 10 cose al giorno oppure passare un’intera giornata a ripulire cassetti, proprio come sto facendo oggi. Buttare via mi viene bene, non mi pento quasi mai di aver buttato o regalato qualcosa.

Penso che sbagliare sia l’unico modo per mettere davvero ordine nel cervello. Ecco l’ho detto. Credo che sia utile sbagliare anche quando pensiamo che i nostri figli sbagliano se le pensano diversamente da noi. E’ un errore utile, qualcosa che ci aiuta ad accettare le idee degli altri

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Cosa hanno in comune giocare e meditare?

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Cosa hanno in comune giocare e meditare?


Scritto il 17 settembre 2012

Ho trovato questo libro in libreria (nella mia libreria) e ho pensato: credo di non comprare mai niente invece compro cosi tanto che non mi ricordo neanche quello che ho in casa. Così l'ho aperto e mi si è aperto un mondo. Un libro fantastico, un quaderno di esercizi per adulti, una vera e propria possibilità per questa domenica pomeriggio un po' pigra e un po' svogliata.

mandala esercizi

Il tema è il gioco: giocare non è assolumente facile, la maggior parte degli adulti l'ha disimparato e farlo intenzionalmente è faticoso, giacchè, come la meditazione, il gioco si fonda sull'assenza di intenzionalità.. La meditazione e il gioco hanno molto in comune. Come dice la parola stessa nella medi-tazione si tratta del punto medi-anoe anche la maggior parte dei giochi ruota intorno al centro. Pensate al girotondo, il salto della corda, la trottola… se osserviamo un parco divertimenti scorgiamo lo stesso principio:  ovunque vediamo meccanismi che girano intorno al proprio centro. E chi ritiene di essere troppo grande per le giostre e opta per un tirassegno  sta dinuovo incontrando un centro o magari crede di deviare andandosi a fare un "giretto"… insomma colorare un mandala è molto più che un passatempo, se provate ad addentrarvi seguendo gli esercizi di riflessione di questo medico tedesco specializzato in cure mediche naturali, psicoterapia e omeopatia farete un giro intorno al mondo (il vostro)

porta matite fai-da-te tutorial

Dopo questa esperienza (i bambini mi guardavano tutta impegnata a fare i miei mandala e mi dicevano: mamma che fai colori?) ho deciso di farmi anche un porta-colori. In modo da avere i colori in ordine di tonalità (messi nel bicchiere mi sembra sempre di prenderli a caso più che sceglierli davvero, non trovate? porta matite fai-da-te tutorial

Ed ecco qui il lavoro finito

porta matite fai-da-te tutorial

Che soddisfazione!!

porta matite fai-da-te tutorial

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