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CISV esperienze di vita per bambini e ragazzi

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CISV esperienze di vita per bambini e ragazzi


Scritto il 01 febbraio 2019

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I nostri figli non ne possono più di spiegoni e sermoni su quello che è giusto e sbagliato. Bisogna riciclare, si deve essere solidali, non è giusto essere egoisti e bla bla bla…

A tutte le età bambini e ragazzi hanno bisogno di fatti non di parole. Lo racconto nei dettagli nel mio libro VIVERE SEMPLICE.

Le cose importanti si devono far agire nella famiglia e intorno ad essa. Basta parole. Solo il fare è costruttivo e loro comprendono al volo solo quello.

Fatti non parole

I ragazzi raramente si sottraggono alle proposte che coinvolgono l’azione: campi di volontariato, esperienze di sopravvivenza in natura, ospitare ragazzi stranieri a casa propria, ecc..

La parola addormenta, dà assuefazione, le azioni restano..

Vi invito a conoscere il CISV ITALIA, la sezione italiana di un’organizzazione internazionale che si occupa di formare i cittadini di domani attraverso campi esperienziali.

Cittadini che abbiano amici che parlano tutte le lingue, che considerino la pace e la convivenza un valore universale al di là dei credo religiosi e delle convinzioni politiche.

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La pace non c’entra nulla con la religione

Un’esperienza dove bambini e ragazzi di tutte le nazionalità mescolati, a partire dagli 11 anni, si mettono in gioco, attraverso la convivenza, i giochi di fiducia, la comunicazione non verbale, in un’atmosfera ludica.

Il CISV (in origine l’acronimo era Children International Summer Village) organizza campi in tutto il mondo, non solo d’estate e non solo per i giovani: negli ultimi anni sono stati organizzati anche campi di volontariato per adulti.

Puoi partecipare anche se…

Non è obbligatorio avere figli per rendersi utili: si può aiutare in cucina, fare il leader di un gruppo, rendersi disponibili per l’organizzazione dei campi e molto altro.

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Dai 16 anni in su..

I ragazzi più grandi partecipano da soli ai campi insieme a decine di ragazzi e tornando ricchi di esperienze che non dimenticheranno mai.

Quest’anno mio figlio sedicenne è andato a Beirut, in Libano, partito da solo per la prima volta, con un vocabolario d’inglese in tasca e negli occhi un’indescrivibile gratitudine.

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Un’occasione per dimostrare che la diversità è un valore

Le spiegazioni sulla pace nel mondo deludono i bambini,  li lasciano come sulla superficie del sapere, meglio portarli in mezzo a 30 bambini di colori diversi e stare semplicemente insieme. Quello fa più di mille parole!

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Mobbing e bullismo

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Mobbing e bullismo


Scritto il 12 febbraio 2013

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I ragazzi diventano dei bulli perchè imitano gli adulti tiranneggiare e umiliare altri adulti o perchè sono stati essi stessi vittime di un tale trattamento non voluto proprio all’interno della scuola o della famiglia. Se ve lo dicessi

Pensereste che sono pazza!

Il dottor Kohler nella sua conferenza ha detto una cosa quasi scandalosa, poi sono andata a cercare su internet e ho scoperto che non ha detto nulla di nuovo, anzi una cosa risaputa, ma allora perchè non si prendono provvedimenti?

Ci scandalizziamo davanti agli episodio che vivono i nostri figli ma non ci rendiamo conto che il bullismo non è altro che la versione bambina del mobbing che sempre più viene perpetrato tra gli adulti. Anzi, secondo recenti studi il mobbing tra gli adulti è molto più sviluppato che quello tra i bambini. Gli adulti mobbizzano non solo colleghi e coetanei, ma anche i bambini anche se di questo si parla poco. A volte lo fanno per delle ragioni che ritengono serie, altre volte solo per passatempo.

In Germania è stata stesa una lista delle caratteristiche del mobbing e osservandole con attenzione scopriamo che ciò che nelle scienze sociali viene combattuto e condannato in pedagogia viene considerato un comportamneto adeguato e condiviso, uno strumento per educare i bambini.

  1. Si parla male del collega alle spalle ma facendo in modo che se ne accorga.
  2. Il collega viene messo alla gogna davanti agli altri.
  3. Il capo gli affida degli incarichi insensati per umiliarlo
  4. Al collega gli si continua a dire che e’ incapace e che non sa fare nulla
  5. Viene minacciato di licenziamento
  6. Si racconta in giro che probabilmente e’ un caso psichiatrico

Nelle scuole quando un ragazzo e’ definito difficile si procede esattamente nello stesso modo:

  1. si parla male di lui in modo che abbia modo di accorgersene
  2. viene umiliato davanti alla classe
  3. gli vengono dati compiti insensati e ripetitivi solo per metterlo alla prova e umiliarlo
  4. gli si trasmette il messaggio che non vale niente
  5. la scuola minaccia di mandarlo via
  6. si sparge la voce che il bambino e’ probabilmente disadattato.

E siccome il mobbing che viene fatto al bambino (a fin di bene)  viene percepito anche dagli altri bambini e i bambini imitano il comportamento degli adulti loro modelli (genitori e insegnanti in primis) cominciano a pensare che quel comportamento sia corretto e sia fatto nell’interesse del bambino che deve essere educato a rientrare nei canoni di normalità. Quindi se poi lo fanno anche loro perchè lo ritengono normale noi adulti rimaniamo sdegnati. Se ne parla benissimo anche sul sito bullismo sos. E’ incredibile.

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Photo by Kristina Flour on Unsplash

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Perchè i ragazzi usano la violenza?


Scritto il 09 febbraio 2013

Photo by Kristina Flour on Unsplash

Ci sono ragazzi che prendono in giro altri ragazzi, altri che spaccano tutto, altri che sparano ai compagni. Non sono magari i vostri figli però ce ne sono tanti, sempre di più. Sono figli di rapinatori o malviventi? Non sempre anzi, quasi mai.

Perchè i ragazzi usano la violenza?

i bambini difficili non esistonoIl dottor Koheler tratta casi di cosiddetti ragazzi difficili. E’ autore di un libro illuminante dal titolo Non esistono bambini difficili in cui racconta la sua esperienza di pedagogia curativa nella scuola che ospita ragazzi espulsi da altre scuole. Quelli che non vuole nessuno. Quelli che poi altrimenti finiscono con il fare i veri disastri come le stragi nelle scuole.

SecondoKoheler i tratti comuni dei ragazzi che usano la violenza sono la sofferenzala noia. Sono ragazzi che si sentono in gabbia, vedono la vita come una lunga linea grigia, inutile, ripetitiva e senza significato. Sono come dei deserti, aridi e silenziosi. Se in loro si anima un ultimo anelito a qualcosa che li faccia uscire da questa agonia deve essere qualcosa di forte, un picco di adrenalina che li faccia sentire vivi. Non si tratta di vendetta, si tratta di un bisogno più profondo e ancorato ad un disagio procurato dal sentirsi inutili, invisibili.

Ragazzi da buttare via

Il problema è: cosa incontrano sulla loro strada i ragazzi per pensare che  la violenza sia la soluzione? Non c’è davvero altro che possa ispirarli? E noi adulti cosa portiamo loro incontro  ogni giorno oltre ad una lista di impegni e doveri?

Dietro ad un ragazzo violento non c’è la COLPA delle famiglie, ma la RESPONSABILITA’ del come li facciamo vivere. Dargli solo stimoli razionali o culturali e non curare l’aspetto dei sentimenti e delle emozioni significa coltivare il terreno per un ragazzo arido, incapace di gioire, di stupirsi, di amare, di avere compassione.

Di cosa è fatta la vita degli adolescenti?

Facciamo il punto su quello che offriamo loro: a scuola c’è la gara al migliore, nello sport a 15 anni se non fai agonismo sei fuori, sui media è un continuo di ammicamenti alla violenza, alla corruzione, al sesso. Per la strada e in famiglia vivono quotidiani contrasti, litigi, conflitti.
Dove trovano dei sani modelli di imitare, delle fonti di ispirazione? A quale fonte si abbeverano i giovani? C’è arte nella loro vita? C’è musica? C’è gioia? Ci sono risate e scherzi in casa? Come si crea una relazione di cura con i figli?

Cosa ci aspettiamo dai ragazzi?

Molti ragazzi sono fragili, a ben pensarci ci sarebbe da stupirsi del contrario. Alcuni di loro stanno agendo come da manuale, manifestando i loro disagi in modo forte e chiaro. Date un’occhiata al Report annuale che Save the children fa su  minori e violenza assistita in ambito domestico e guardate che per violenza non si intendono mica solo le botte!!

(continua)

ultimo aggiornamento 15 febbraio 2018

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DD (digital detox): le prime reazioni


Scritto il 21 aprile 2010

Presi dal panico da astinenza quelli di adbusters danno qualche consiglio su come gestire la situazione (molto divertente, un po’ agghiacciante forse, ma tutto vero)

Trova un posto affollato e stai li per dieci minuti ad osservare quello che succede con te o senza di te. Mettiti davanti ad uno specchio e stai cinque minuti a guardarti, poi togliti i vestiti e stai altri cinque minuti a guardarti.
Prima di mangiare tua cena osserva per tre minuti quello che hai nel piatto poi mangialo senza posate.
Cammina per un’ora ma rigorosamente senza sapere dove stai andando.

Credi di farcela? Loro l’hanno chiamato IZen, ma non e’ altro che yoga.

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