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bambini grandi e ragazzi a letto presto si può . vivere semplice

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Bambini grandi e ragazzi a letto presto


Scritto il 22 ottobre 2014

bambini grandi e ragazzi a letto presto si può . vivere semplice

Dicevamo che i piccoli hanno bisogno di una routine del sonno, e che bisogna iniziare presto a dare calore, contatto e ritmo. Poi gli anni passano e i ritmi cambiano un po’ ma rimane il bisogno dei bambini di ritrovare un minuto di quello speciale ambiente che avevamo creato per i piccoli e starci un po’ dentro. In silenzio o con qualche racconto serale.

Hanno bisogno di andare a letto presto

I miei figli vanno a letto alle 8,30 ora che sono più grandi (10 e 12) ma fino a 3 anni fa erano le 8 di sera. Ed emilio 7,30. Ho capito che un segreto alla base di questa tempistica è stato cenare presto ovviamente. E visto che noi siamo torinesi ce lo possiamo permettere. Mangiare tutti insieme e bene e a tv spenta. I bambini hanno fame alle 7 e all’inizio preparavamo solo la cena per 3 poi io e andrea cenarvamo da soli. Ormai sono cresciuti e ceniamo tutti alle 8.

Ultimamente avevamo deciso che i ragazzi avevano uno screen time era di mezz’ora al giorno. Ed Emilio cartoni un giorno si e uno no per mezz’ora. Loro hanno cominciato a giocare con Cash of Clans tutti i giorni, e il grande era sempre indeciso se continuare a giocare o chattare su WathsApp con i suoi amici.
Insomma un giorno ho detto: secondo me state esagerando. Loro mi hanno risposto: è vero! Forse è meglio seteniamo spento per un po’.

Ora è una settimana che tentano di fare altro, a volte vengono in cucina e dicono: uffa mi annoio ed io rispondo loro: è normale, si chiama astinenza. Lo capiranno più avanti, per ora non è un problema. Siamo qui per questo: mettere qualche paletto in mezzo a tanto amore.

A letto presto

Credo che la routine del sonno vale anche per i ragazzi e gli adulti. Fa male a tutti lo schermo fino a tardi anche se per noi adulti è ancora peggio perchè con il computer ci lavoriamo anche.
Finire compiti e fare la cartella, lavarsi i denti, trovare il proprio pigiama, cambiarsi ritrovare una parvenza di coperte e cuscini e lasciare in pace i grandi è un diritto-dovere di ogni ragazzo.

Se poi gli adulti riuscissero a mettere in tavola anche una colazione in una cucina riordinata sarebbe perfetto. Con la sveglia che ti da tempo per cominciare un nuovo giorno, anche questo senza fretta.

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Perchè il ritmo della vita è importante

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Perchè il ritmo della vita è importante


Scritto il 14 febbraio 2013

Che noia queste giornate sempre uguali!!

I bambini hanno bisogno di regolarità, di routine, di un ritmo da cui traggono sicurezza e lo spunto per prendere buone abitudini. Lo abbiamo imparato a forza di chiederci perchè i bambini facevano i capricci ed affinando un po’ l’osservazione sulle nostre giornate.

Spesso i bambini piccoli piangono solo perchè sono stanchi e hanno bisogno di sottrarsi dalla giornata anche se sono le sei e mezza di sera. Ma i genitori vorrebbero ancora uscire,  leggergli un libro, averli intorno calmi e tranquilli mentre si prepara la cena. E’ li che scoppiano i capricci perchè il bambino va fuori di se, non si ritrova più.

Cosa mi ha insegnato l’esperienza

Ho capito che dovevo fermarmi un attimo accanto a lui, riportarlo in uno stato di quiete e assecondare il suo bisogno. Che non significa dargliela vinta ma capire che le sue esigenze sono diverse dalle mie.

La cosa paradossale è che gli adulti spesso non capiscono il linguaggio dei bambini e associano la regolarità alla routine (vuoi far cena alle sei e mezza? siamo mica in ospedale!!)  a qualcosa di noioso e ripetitivo. Il motivo è che abbiamo perso il senso e il significato che il ritmo ha per i bambini.

ritmo

Ma che cos’è il ritmo della vita?

La più importante funzione vitale del nostro corpo è il respiro. Un infinito alternarsi di inspirazioni e espirazioni che svuotano e riempiono il nostro corpo di aria. Non potremmo rinunciare a questo ritmo neanche per pochi minuti, in tutta la vita.
Il respiro è anche l’unico strumento che abbiamo a disposizione per controllare la nostra mente. Attraverso il controllo del respiro e la conduzione di esso verso un ritmo ben preciso scelto da noi, possiamo ottenere enormi risultati sulle nostre emozioni e il nostro benessere. questa è una delle cose più importanti che ho imparato facendo yoga. E funziona!!!

Il flusso della circolazione sanguigna è un costituisce un altro ritmo fondamentale e infinito del nostro corpocircolazione sanguigna. Si serve del cuore che, ad un ritmo abbastanza stabile (4 pulsazioni per ogni respiro quando raggiungiamo l’età adulta) mantiene il sangue in circolazione costante.

Infine il ritmo che alterna il sonno e la veglia è una costante della nostra vita alla quale non possiamo rinunciare. Una delle più crudeli torture impartite in passato era proprio la deprivazione del sonno.

Perchè il ritmo è tanto importante?

Cosa distingue un sano e consapevole ritmo condotto in modo armonioso da una noiosa e banale ripetitività della ruotine quotidiana? L’attitudine, l’intenzione e la coscienza con cui facciamo nostro qualcosa che naturalmente ci appartiene già. Essere sicuri di noi, sentirci all’altezza di ciò che siamo, avere piena padronanza delle nostre emozioni.

Il problema è che occorre agire accanto al bambino nel rispetto del suo proprio ritmo e questo non e’ mai facile, visto che sempre più i ritmi degli esseri umani sono diversi gli uni dagli altri a causa della progressiva individualizzazione.

Ecco perchè è molto difficile trovare il passo giusto. Ecco perchè non si usa più farlo! Ma gli strumenti per esercitarsi sono sempre gli stessi: osservazione e pazienza.

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I sensi e l’educazione sensoriale


Scritto il 29 maggio 2007

Si parla molto di come e quanto stimolare i bambini per una sana crescita e lo sviluppo delle sue capacità cognitive, ma nel mondo digitale, di plastica e sterilizzato in cui viviamo la sana educazione dei sensi è ancora più importante che in passato. Parlo proprio di tatto, gusto, olfatto, della base della percezione umana, che viene quasi data per scontata.

Nella saggezza popolare l’espressione  avere buon gusto vuol dire qualcosa che con il gusto apparentemente non c’entra niente…. in realtà c’entra molto di più di quanto possiate immaginare, perchè sono proprio i 5 sensi gli elementi da cui partire per una sana educazione.

(CHI SI ACCINGE A LEGGERE QUESTO ARTICOLO SENZA AVER MAI SENTITO PARLARE DELLA PEDAGOGIA DI RUDOLF STEINER DOVREBBE PRIMA AVER LETTO I PRESUPPOSTI SU CUI CI BASIAMO. PUO’ FARLO BREVEMENTE QUI.)

Ma i sensi non erano 5?

Per Rudolf Steiner i sensi sono 12, suddivisi in 3 categorie. I quattro sensi inferiori, ovvero i sensi legati alla corporeità che sono: tatto, vita, movimento, l’equilibrio I quattro sensi intermedi, ovvero i sensi che governano gli aspetti legati all’anima: olfatto, gusto, vista, calore I quattro sensi superiori, detti anche sensi sociali, rivolti alla connessione dell’uomo alla sfera spirituale: udito, parola, persiero, senso dell’io.

Il senso del tatto

Il tatto è la sfera della percezione che mette in contatto i confini del nostro corpo con il mondo della materia. Ci fa sentire il nostro corpo per mezzo dell’avvicinarsi dei confini della nostra superficie corporea ad altri oggetti e per questo motivo viene erroneamente considerato il senso che ci permette di tastare gli oggetti circostanti. Il senso del tatto è pienamente formato a sette settimane di gestazione, quando il feto è lungo due centimetri. Ed è solo con la nascita (attraverso il passaggio del corpicino del bambino nel canale del parto in caso di parto naturale) che sperimentiamo tutta la nostra superficie corporea. L’esperienza della futura autonomia si coltiva con la cura del corpo nei primi anni di vita.

Attraverso il tatto sperimentiamo la differenza tra la distanzatatto e la vicinanza ovvero la polarità tra:

1. cura (che cosa se non la vicinanza alla madre è di sollievo per il bambino?) 2. abbandono (distanza o allontanamento dalla madre/fonte di sostentamento)

Infatti un bambino che ha ricevuto una sana educazione del senso del tatto, nel senso che è stato curato, ha potuto godere di un periodo prolungato accanto alla madre, è stato portato (vedi il continuum) nel corso dei suoi primi anni di vita svilupperà una grande sicurezza di sè.

Non a caso si usa dire anche “sostenere” un bambino nelle sue prime difficoltà, oppure si usano molte espressioni che hanno a che fare con la metafora del tatto, come per esempio dire “ci tengo” per intendere dare importantza a qualcosa o qualcuno. Parallelamente alla fiducia in sè, promossa da una corretta educazione al tatto nella prima infanzia, se viene curato anche l’aspetto dell’allontanamento, della distanza, dell’abbandono, si aiuta il bambino a svilupparetatto la fiducia nel mondo e nell’esistente. Una sana educazione all’addormentamento per esempio, dove la madre aiuta il bambino ad abbandonasi al sonno senza la paura di perdere il contatto con il mondo è importante per aiutare il bambino ad affidarsi alle sue capacità, a combattere da solo l’ansia che gli procura quel temporaneneo scollamento dalla realtà che è il dormire.

Il senso della vita

Se il senso del tatto mette in relazione il mondo esterno con i confini del nostro corpo, il senso della vita riguarda tutta l’esperienza corporea, si potrebbe dire il suo volume. Tutte le funzioni vitali del corpo umano sono affondate in una incoscienza di cui non abbiamo percezione ma quando qualcosa non funziona cominciamo a percepire sintomi che ci procurano un certo malessere. Si accende una spia, un dolore, un’allerta. Questa è una manifestazione del senso della vita a livello conscio, ovvero una modo per avvertirci che qualcosa all’interno del nostro corpo non funziona. Infatti il senso della vita riguarda il rapporto tra la nostra percezione e le funzioni vitali: la fame, la stanchezza sono indicatori dei nostri bisogni primari.

Se abbiamo una percezione cosciente delle funzioni dei nostri organi interni ci troviamo nella condizione in cui si esplicitano malattie quali tutte le malattie psicosomatiche o le psicosi in cui si manifesta chiaramente come il mondo esteriore del malato sia un capovolgimento del suo mondo interiore. L’ipocondriaco per esempio è una persona il cui senso della vita è stato lacerato, perchè in qualche modo le forze vitali degli organi interni sono state sottratte per essere impiegate in altro (per esempio nella precoce stimolazione della razionalità, vedi approfondimento ).

Attraverso il senso della vita percepiamo l’andamento alternato della nostra condizione di benessere e malessere che in una fase più avanzata della vita si trasforma in simpatia/antipatia ovvero in possibilità di accettare cose, persone, situazioni o al contrario di provarne repulsione. (c’è da precisare che Rudolf Steiner ha una visione olistica dell’organismo umano e quindi vede ogni singolo organo interno come collegato ad una capacità o possibilità dell’uomo stesso e in ogni organo si ritrovano i processi psichici. per esempio la pelle connessa al sistema nervoso, il sistema biliare connesso alla volontà, il fegato connesso al movimento (quindi per esempio le artrosi e tutti i fenomeno di ossa anchilosate sono disfunzioni del fegato, ecc… ma per rendere più chiaro questo sorprendente punto di vista occorrerebbe approfondire molto questo discorso e non è questa la sede). Il senso della vita accuratamente educato, dove il bambino viene lasciato vivere in un ambiente adatto a lui, dove la sua coscienza non viene continuamente richiamata e ridestata con domande e istigazioni alla scelta, al giudizio e all’uso delle facoltà razionali non ancora mature, contribuisce a sviluppare nell’adulto una sensibilità d’animo, una ricerca di armonia e un senso per la giudizia. Il senso della vita viene sviluppato attraverso un corretto ritmo di vita, un equilibrato rapporto tra vita attiva e vita contemplativa. Una corretta educazione del bambino agli aspetti che riguardano il senso della vita prepara i sensi superiori del bambino tra cui il senso del pensiero, governato dalla polarità verità/menzogna, presupposto per coltivare qualità come la gioia per il vero e il disprezzo per la menzogna. Il senso del pensiero è anche parte di quella capacità del bambino diventato ormai un giovane adulto di trasformare una materia di studio in cui si cimenta in vera a propria “facoltà” del pensiero (gia proprio come le come le facoltà universitarie), dove hanno origine i talenti dell’uomo.

I 12 sensi secondo Rudolf Steiner

Sensi di base (0-7 anni)

Tatto
Vita
Movimento
Equilibrio

Sensi mediani (7-14 anni)

Olfatto
Gusto
Vista
Calore

Sensi superiori (14-21 anni)

Udito
Linguaggio
Pensiero
Io dell’altro

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