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festa di san martino

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San Martino: la festa delle lanterne in ogni casa


Scritto il 11 novembre 2013

Non è necessario andare in una scuola steineriana per celebrare le feste. Puoi farlo lo stesso! Essere proprio là dove i tuoi bambini hanno bisogno di te è qualcosa che puoi fare in modo semplice e immediato, senza troppe teorie.

I bambini ci vogliono in coscienza, nel qui e ora, dove la vita si apprezza minuto per minuto. Anche importando nella famiglia nuove tradizione per dare più robustezza ai confini che separano il dentro dal fuori, per far sentire ai bambini e ai ragazzi che nelle nostre case la famiglia conta.

La ruota dell’anno gira, finalmente arriva il freddo e andiamo nel bosco a celebrare la festa di San Martino.

festa di san martino

credits: www.waldorfatlanta.org

Neanche a Messa se ne parla, chissà perchè la Chiesa perde quest’occasione d’oro per ricordarci che nel ciclo dell’anno ci sono fondamentali occasioni per riflettere su noi stessi, sulla lanterna che ci portiamo nel cuore e che può illuminare il nostro cammino di vita.

Questa lanterna è la coscienza, è la consapevolezza di stare al mondo, è la gioia di vivere.

Ogni anno racconto quello che facciamo durante la festa di San Martino, come costruiamo le lanterne e perchè e cosa significa questa festa. Se tuo figlio va alla scuola pubblica probabilmente non saprai nulla di questa festa, ma questo non significa che non possa approfittarne per celebrare comunque la festa della luce insieme alla tua famiglia.

Leggila la storia di San Martino e oggi pomeriggio all’imbrunire porta i bambini in un parco cittadino o nel boschetto dietro casa con un thermos di cioccolata calda e qualche dolcetto e  raccontagliela. Porta una semplice candela e tienila accesa durante la passeggiata del ritorno e quando sarete a casa mettete a tavola una candela e tenetela accesa durante la cena. Scalderà l’atmosfera, creerà la sorpresa di un nuovo incontro, l’incontro con l’inverno, l’incontro con noi stessi.

festa di san martino
credits: madisonwaldorf.org

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Sicilia forever

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Sicilia forever


Scritto il 20 luglio 2013

Per fortuna ci siamo ricordati di come è bella, semplice, appassionata e luminosa la Sicilia e abbiamo deciso di tornarci, dopo anni in cui avevamo scelto la Puglia e la Provenza… abbiamo ritrovato proprio quello che cercavano.

sicilia

Il mare mozzafiato, la costa lunga, dove c’è posto per tutti e si riesce a trovare la spiaggia quasi deserta anche a luglio.

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Il posto in cui ci siamo trovati meglio è il litorale popolare prima di Castellammare del Golfo. Abbastanza vicino alla riserva dello Zingaro per godere di spiagge caraibiche e abbastanza lontano dalla fighetta San Vito Lo capo, un po’ troppo complessa per noi.

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Siamo stati alla Valle Dorata, un piccolo residence a conduzione familiare a Balestrate, pochi chilometri dal mare, due piscine e una casetta semplice semplice ma grande e comoda, dove appendere un’amaca in giardino e riposarsi un po. La signora Beatriz ceramista venezuelana gentilissima, con il marito siciliano che sembra Battiato, ci ha preparato un laboratorio di ceramica, ci ha lasciato schiamazzare in piscina e ci ha fatto sentire come a casa.

valle dorata balestrate

E poi sfincioni, cassatelle, brioche con il gelato, e cous cous alla trapanese e bagni notturni… Libertà insomma, che fa rima con semplicità, quasi sempre.

valle dorata balestrate

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La Sicilia vera: vacanze con la famiglia

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La Sicilia vera: vacanze con la famiglia


Scritto il 20 luglio 2013

Dopo una prima sosta nella zona di Gastellamare abbiamo continuato con esplorazione subacquee della riserva dello Zingaro, un posto che non ti sembra di essere in Italia, per lo cura, la pulizia e la tutela dell’ambiente. Le vacanze in Sicilia con la famiglia sono una meraviglia.

Macchine tenute a debita distanza, sentieri e mappe ben fatti, ingresso a pagamento ma ragionevole (3 euro), giusto il minimo per far si che questo posto venga apprezzato e non abusato.

sicilia viaggio di famiglia

sicilia viaggio di famiglia

sicilia viaggio di famiglia

Lorenzo Pedro è quasi un ragazzino. E’ uscito con gli amici trapanesi e non lo abbiamo visto per interi pomeriggi, in giro con il suo skateboard e con il fratello Zeno sempre al seguito. Dopo l’esame di quinta elementare e la sua storia greca abbiamo visitato il tempo greco di Segesta, e ascoltato l’Iliade in audiolibro. Non avrei mai pensato che il pilastro della cultura occidentale dell’VIII secolo avanti Cristo parlasse quasi esclusivamente di tradimenti, di potere, di gelosie e di invidie tra dei, semidei e comuni mortali più o meno eroici.

sicilia viaggio di famiglia

Di San Vito lo Capo e della casa che abbiamo affittato li posso dire poco: il paese è molto bello ma anche un po’  fighetto con i suoi lounge bar, il residence molto lussuoso ma poco pulito, non lo consiglio. Meglio andare sul posto e affittare direttamente da qualche signora seduta sul marciapiede con la sua sedia di plastica e il cartello affittasi. Più verace e forse anche più economico.

E la spiaggia anche se fantastica è davvero troppo popolata. Gli stabilimenti sono eccessivamente cari, quindi la gente si riversa nei 3 metri quadri di spiaggia libera con l’effetto panino schiacciato. Inoltre Andrea andando a correre la mattina presto vicino alla tonnara abbandonata ha visto il posto in cui trovano riparo per la notte tutte le decine di marocchini, tunisini e indiani che cercano di vendere le loro cose in spiagge. Sono abbandonati a se stessi, senza acqua e luce, come in una township namibiana. Che in un posto cosi ricco ti fa ancora più incazzare.

Noi abbiamo trovato riparo nella Baia di Santa Margherita, a pochi chilometri da San Vito, più vivibile e raggiungibile con un trenino gratuito dal parcheggio, che fa varie soste nelle spiaggette della zona.

sicilia viaggio di famiglia

Dico grazie per ogni instante, respiro forte questa aria isolana e non smetto di indossare occhiali scuri perchè questa luce è davvero troppo per me. DIco grazie alla mia famiglia che è con me, ai bambini che cantano a squarcia gola in macchina e che hanno guidato il risciò per la prima volta e ad Andrea che mi sceglie, come io scelgo lui, per passare del tempo insieme. Che non è ovvio. Mai.

sicilia viaggio di famiglia

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Il genitore perdente

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Il genitore perdente


Scritto il 12 luglio 2013

vivere semplice

Ho iniziato a leggere l'ennesimo saggio sull'infanzia, con la piena consapevolezza che dovrei fare altro invece di occuparmi sempre di bambini. Ma ormai questa mia fissazione ha perso i connotati personali (di madre voglio dire) ed è diventata una vera e propria passione. La cosa bella è che anche questa volta sono grata di averlo letto, perchè ho imparato molto e ho acuito meglio la vista sul nocciolo della questione:

media e corporation praticano una sistematica e subdola disinformazione tesa a banalizzare e sminuire le paure dei genitori in funzione dei propri interessi.

Per dirla in parole povere: se sei un genitore o un maestro che si preoccupa di quanti videogame usano al giorno o di quante bibite gassate bevono alla settimana allora sei uno pieno di paure e di ansie. Se cerchi di dissuadere i tuoi figli a vestirsi con le marche da testa a piedi sei un paranoico rompiballe. Uno di quei genitori che nessuno vorrebbe avere. Un perdente!

Il sistema ha negli anni costruito un modello di genitore responsabile da odiare ed evitare, in modo da poter manipolare indisturbati  le vulnerabili emozioni dei bambini a scopo commerciale. Un esempio? In California dopo anni di battaglie era stata approvata una legge che proibiva di abbinare giocattoli in regalo con gli alimenti, minando il potere degli happy meal di Mc Donald e compagnia. Risultato? La legge non è passata perchè un vasto gruppo di genitori vi si è opposta in nome della libertà. Decidiamo noi – hanno affermato – cosa vogliamo comprare ai nostri figli, non potete imporre veti! 

Si tratta di strategie cosi subdole da ingannare i genitori stessi, ancora prima dei bambini.

Vi sembro esagerata? Nei prossimi post vi spiegherò perchè questa visione è assolutamente realistica. Ne parla in modo accurato e realistico Joel Bakan, l'autore di assalto all'infanzia L'autore è lo stesso del famoso documentario The corporation uscito per Fandango nel 2004. 

assalto all'infanzia

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Meno è meglio: come fare niente senza perdere tempo

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Meno è meglio: come fare niente senza perdere tempo


Scritto il 05 luglio 2013

Se togli qualcosa non rimane il vuoto, si crea uno spazio inedito da riempire con altro. Ho imparato a togliere aspettative e a vedere quello che c’è, nella giornata, nei figli, in me stessa. E mi stupisco di come ho fatto a non pensarci prima.

Sottrarre cose e aggiungere tempo, spazio, idee: ecco l’obiettivo di questo mese.
Non abbiamo bisogno di inutili dispensatrici di consigli per gli acquisti perchè siamo impegnati a liberarci di tutto ciò che abbiamo comprato in questi anni, usato una volta e messo via. La regola è semplice:

Non lo uso da almeno sei mesi: lo metto sul soppalco
Non lo uso da tanto, tantissimo tempo: lo regalo, lo butto, lo uso oggi (ultima chance)

I bambini hanno capito che siamo spietati verso gli oggetti che ci ingombrano la vita e si sono messi vicino al portone di casa a riparare i loro skateboard. Perchè se sono rotti vanno nella spazzatura.

A proposito, vi siete chiesti perchè gli skatepark pubblici li costruiscono solo nelle zone periferiche e disagiate delle città e non anche in zone meno a rischio? Perchè i bambini che abitano nei quartieri medio-ricchi non hanno bisogno di stare insieme?

Ah, si… la risposta è che i bambini ricchi non hanno bisogno dello skatepark perchè hanno internet e possono starsene tutto il giorno su Itube a rincoglionirsi.

skateboard in riparazione

Una mia amica mi ha chiesto: ma cosa fai tutto il giorno con i bambini? (in questo periodo non c’è neanche più la scusa di uscire per andare al lavoro, finito anche quello). NIENTE.

Ecco ci vuole coraggio a dire niente, stiamo a casa a non fare niente. Insieme. NIENTE è una parola per niente di moda.

stare a casa e non fare niente. insieme.

I bambini hanno smontato il divano e hanno creato una chaise longue che sembrava molto comoda. Poi si sono messi a gonfiare palloncini.

Se non mi credete leggete i post di Simplicity Parenting, loro sono certo molto più autorevoli della mamma sabrina e sapranno convincervi (se di questo avete bisogno) che fare meno (con i figli) è senz’altro meglio, per una serie infinita di ragioni.

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Mobbing e bullismo

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Mobbing e bullismo


Scritto il 12 febbraio 2013

gogna

I ragazzi diventano dei bulli perchè imitano gli adulti tiranneggiare e umiliare altri adulti o perchè sono stati essi stessi vittime di un tale trattamento non voluto proprio all’interno della scuola o della famiglia. Se ve lo dicessi

Pensereste che sono pazza!

Il dottor Kohler nella sua conferenza ha detto una cosa quasi scandalosa, poi sono andata a cercare su internet e ho scoperto che non ha detto nulla di nuovo, anzi una cosa risaputa, ma allora perchè non si prendono provvedimenti?

Ci scandalizziamo davanti agli episodio che vivono i nostri figli ma non ci rendiamo conto che il bullismo non è altro che la versione bambina del mobbing che sempre più viene perpetrato tra gli adulti. Anzi, secondo recenti studi il mobbing tra gli adulti è molto più sviluppato che quello tra i bambini. Gli adulti mobbizzano non solo colleghi e coetanei, ma anche i bambini anche se di questo si parla poco. A volte lo fanno per delle ragioni che ritengono serie, altre volte solo per passatempo.

In Germania è stata stesa una lista delle caratteristiche del mobbing e osservandole con attenzione scopriamo che ciò che nelle scienze sociali viene combattuto e condannato in pedagogia viene considerato un comportamneto adeguato e condiviso, uno strumento per educare i bambini.

  1. Si parla male del collega alle spalle ma facendo in modo che se ne accorga.
  2. Il collega viene messo alla gogna davanti agli altri.
  3. Il capo gli affida degli incarichi insensati per umiliarlo
  4. Al collega gli si continua a dire che e’ incapace e che non sa fare nulla
  5. Viene minacciato di licenziamento
  6. Si racconta in giro che probabilmente e’ un caso psichiatrico

Nelle scuole quando un ragazzo e’ definito difficile si procede esattamente nello stesso modo:

  1. si parla male di lui in modo che abbia modo di accorgersene
  2. viene umiliato davanti alla classe
  3. gli vengono dati compiti insensati e ripetitivi solo per metterlo alla prova e umiliarlo
  4. gli si trasmette il messaggio che non vale niente
  5. la scuola minaccia di mandarlo via
  6. si sparge la voce che il bambino e’ probabilmente disadattato.

E siccome il mobbing che viene fatto al bambino (a fin di bene)  viene percepito anche dagli altri bambini e i bambini imitano il comportamento degli adulti loro modelli (genitori e insegnanti in primis) cominciano a pensare che quel comportamento sia corretto e sia fatto nell’interesse del bambino che deve essere educato a rientrare nei canoni di normalità. Quindi se poi lo fanno anche loro perchè lo ritengono normale noi adulti rimaniamo sdegnati. Se ne parla benissimo anche sul sito bullismo sos. E’ incredibile.

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Photo by Kristina Flour on Unsplash

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Perchè i ragazzi usano la violenza?


Scritto il 09 febbraio 2013

Photo by Kristina Flour on Unsplash

Ci sono ragazzi che prendono in giro altri ragazzi, altri che spaccano tutto, altri che sparano ai compagni. Non sono magari i vostri figli però ce ne sono tanti, sempre di più. Sono figli di rapinatori o malviventi? Non sempre anzi, quasi mai.

Perchè i ragazzi usano la violenza?

i bambini difficili non esistonoIl dottor Koheler tratta casi di cosiddetti ragazzi difficili. E’ autore di un libro illuminante dal titolo Non esistono bambini difficili in cui racconta la sua esperienza di pedagogia curativa nella scuola che ospita ragazzi espulsi da altre scuole. Quelli che non vuole nessuno. Quelli che poi altrimenti finiscono con il fare i veri disastri come le stragi nelle scuole.

SecondoKoheler i tratti comuni dei ragazzi che usano la violenza sono la sofferenzala noia. Sono ragazzi che si sentono in gabbia, vedono la vita come una lunga linea grigia, inutile, ripetitiva e senza significato. Sono come dei deserti, aridi e silenziosi. Se in loro si anima un ultimo anelito a qualcosa che li faccia uscire da questa agonia deve essere qualcosa di forte, un picco di adrenalina che li faccia sentire vivi. Non si tratta di vendetta, si tratta di un bisogno più profondo e ancorato ad un disagio procurato dal sentirsi inutili, invisibili.

Ragazzi da buttare via

Il problema è: cosa incontrano sulla loro strada i ragazzi per pensare che  la violenza sia la soluzione? Non c’è davvero altro che possa ispirarli? E noi adulti cosa portiamo loro incontro  ogni giorno oltre ad una lista di impegni e doveri?

Dietro ad un ragazzo violento non c’è la COLPA delle famiglie, ma la RESPONSABILITA’ del come li facciamo vivere. Dargli solo stimoli razionali o culturali e non curare l’aspetto dei sentimenti e delle emozioni significa coltivare il terreno per un ragazzo arido, incapace di gioire, di stupirsi, di amare, di avere compassione.

Di cosa è fatta la vita degli adolescenti?

Facciamo il punto su quello che offriamo loro: a scuola c’è la gara al migliore, nello sport a 15 anni se non fai agonismo sei fuori, sui media è un continuo di ammicamenti alla violenza, alla corruzione, al sesso. Per la strada e in famiglia vivono quotidiani contrasti, litigi, conflitti.
Dove trovano dei sani modelli di imitare, delle fonti di ispirazione? A quale fonte si abbeverano i giovani? C’è arte nella loro vita? C’è musica? C’è gioia? Ci sono risate e scherzi in casa? Come si crea una relazione di cura con i figli?

Cosa ci aspettiamo dai ragazzi?

Molti ragazzi sono fragili, a ben pensarci ci sarebbe da stupirsi del contrario. Alcuni di loro stanno agendo come da manuale, manifestando i loro disagi in modo forte e chiaro. Date un’occhiata al Report annuale che Save the children fa su  minori e violenza assistita in ambito domestico e guardate che per violenza non si intendono mica solo le botte!!

(continua)

ultimo aggiornamento 15 febbraio 2018

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La collina del Barbagianni, il primo condominio solidale a Roma

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La collina del Barbagianni, il primo condominio solidale a Roma


Scritto il 23 aprile 2012

noi alla collina del barbagianni

Una vecchia amica della quale non ho perso miracolosamente i contatti ci ha invitato al compleanno di suo figlio. Lei vive in un posto speciale e propone attività artistiche molto innovative per i bambini.  Sapevo che da anni coltivava il sogno di vivere in condivisione con altre persone, però come sappiamo è facile dirlo ma farlo è tutta un’altra cosa…. Ci sono persone che ne parlano da decenni… e noi piano piano abbiamo messo questo progetto nel cassetto. Chissà …

noi alla collina del barbagianni

Allora finalmente siamo andati a conoscere più da vicino la realtà che si sono costruiti  e siamo tornati a casa rifocillati di energie, felici che esistano davvero persone cosi forti, determinate e sufficientemente fortunate da poter concretizzare un progetto tanto ambizioso ( e per fortunate intendo proprio il senso etimologico della parola ovvero essere capaci di far virtù di quello che “il caso” ti porta incontro)

noi alla collina del barbagianni

Marta ed Enrico sono una coppia cosiddetta “normale”, non i soliti fricchettoni. Hanno due figli e condividono la collina del Barbagianni con altre due coppie con figli e un signore all’apparenza forte e determinato. Lo chiamano condominio solidale (si trova nella zona nord-est di Roma, dentro il raccordo anulare, in un’area verde) ma in realtà è un vero e proprio casale antico con una bellissima aia e un grande patio. Lo stanno ristrutturando poco per volta perchè le spese devono essere senz’altro enormi. Gli è stato dato in comodato gratuito per dieci (+10) anni da un organismo religioso. E loro stanno investendo in quel luogo tutte le loro energie e mettendo tutti i loro sogni.

Racconto un po’ la loro storia non per farmi i fatti loro ma perchè mi sembra davvero meraviglioso che a Roma esista una realtà del genere, di cui non avevo mai sentito parlare anche se mi considero una persona sensibile all’argomento. Una realtà esistente, riuscita, attiva.

noi alla collina del barbagianni

E loro sono bravissimi, generosissimi, capacissimi, rodatissimi. Marta (ex capo scout) è anche un vero capo ad organizzare le cacce al tesoro e a fare le torte. Avete presente il fallimento della mia scorsa caccia al tesoro? Mi sono sentita una vera rimbambita.

noi alla collina del barbagianni

C’erano tante persone diverse, mi sono imbarazzata moltissimo nello scoprire che c’erano anche non una, non due, ben tre lettrici di “vivere semplice” che forse non si conoscevano tra di loro, che sicuramente non avevano scoperto tramite Marta del mio blog (perchè Marta non la vedevo da secoli) insomma che erano li forse per quello  strano caso che io ho proprio smesso di chiamare caso.

Grazie, è stata una vera boccata di energia positiva!

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La mamma più rompiXXglioni della terra

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La mamma più rompiXXglioni della terra


Scritto il 14 aprile 2012

La TV è davvero dannosa per i bambini piccoli: l’autrice dell’articolo che ne parla sull’Huffington Post ha tre figli, uno piccolo e due grandini (come noi) e come noi sta cercando di dire no a tv e tecnologia fino ai tre anni. Perchè?

C’è chi fa finta di non sapere ma ormai è appurato che:

  1. guardare la tv rallenta lo sviluppo cognitivo dei bambini piccoli
    (sul New York Times salute un articolo che argomenta bene la questione)
  2. la tv accesa disturba i piccoli anche quando sembra che loro continuino indisturbati a fare i loro giochi
    (il Time afferma che i programmi per bambini non sono fatti per i loro cervellini in crescita, sono solo una fantastica invenzione per aggredire il settore di mercato 0-3 anni)
  3. insomma NO TV sotto i due anni: l’Associazione Americana Pediatri lo dice dal 1999, ma il 90%  dei genitori fa orecchie da mercante.

L’autrice sta impazzendo (come noi)
I figli grandi sono in perenne astinenza da intrattenimento digitale: sembra che non ci sia scampo.
I nostri figli leggono tanto, giocano tanto, si arrampicano tanto sugli alberi ma vogliono anche tanta tecnologia. Sembra che le giornate durino 50 ore.

L’intrattenimento non basta mai. Perchè?

Quando Zeno, 7 anni, mi ha detto: “Mamma, noi siamo figli di questa epoca. Come pensi che potremmo fare senza tecnologia?”

Lui ha ragione. Io – ve lo dico – devo davvero darmi una regolata o rischierò di vincere l’oscar come la mamma più rompicoglioni della Terra.

La mia soluzione

Mentre rifletto su questi temi faccio la vignarola.. e loro senza dir niente si avvicinano al tavolo e cominciano a spisellar piselli. Che gioia, forse pensare troppo serve davvero a niente!


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I buoni propositi per l’anno nuovo


Scritto il 02 gennaio 2011

Al cenone di capodanno ho menzionato l’argomento Buoni propositi per l’anno nuovo e mi hanno guardato come se fosse la cosa più demodè della terra. Cosa? Non va più di moda enunciare agli amici i buoni propositi per l’anno nuovo?

Promettere solo a se stessi è poco, promettere difronte a testimoni ha più valore

Io la considero la miglior occupazione per l’ultimo (e il primo) giorno dell’anno, insieme ad un’altra attività ormai di rito negli ultimi 15 anni: sfogliare la vecchia moleskine trascrivere numeri e appunti e allestire la nuova riempendo le prime 10 pagine (quelle delle vacanze) di disegni e pensierini propositivi…

Ecco i miei:

1. smetterò di fare la maestrina perfettina e comincerò a fare un sacco di danni (macchiarmi la camicetta almeno una volta a settimana, rompere un bicchiere una volta al mese). E’ tanto noioso esser perfetti!

2. smettero’ per sempre di gridare  e userò l’urlo solo per avvisare i miei figli che stanno andando sotto una macchina e per altri eventi simili

3. cercherò di smettere di correre e mi dedicherò al rallentare, al fare le cose meglio, a godermele di più e anche a sprecare un po’ di tempo (occupazione veramente difficile per una perfettina)

4. apprezzerò di più ogni espressione più o meno creativa dei miei figli (rutti e puzzette compresi) e del mio compagno perchè devo piantarla con il correggere tutti

5. parlerò di meno e leggerò di più

6. userò meno internet e inviterò più amici a cena

7. troverò una casa con una stanza in più, magari anche un terrazzo, in un quartiere di roma che amiamo, dove ci sia parcheggio e anche una fontana che butta vino giu in piazza…

8. lavorerò qb senza esagerare perchè  i miei figli venono prima

9. troverò la babysitter più affidabile della terra cui poter finalmente delegare almeno qualcosina

10. smetterò di chiedermi perchè ho un chiodo fisso e comincerò a scardinarlo via dal muro (conto di riuscirci per fine anno).

E voi quali chiodi fissi avete?

E quali buoni propositi? Se non vi viene in mente niente date un’occhiata a questo “generatore automatico di buoni propositi

ps: Grazie a pianob che con il suo post mi ha fatto ricordare che non ho ringraziato abbastanza (perchè sono qui anche oggi, perchè questo anno è stato stupendo, perchè ho voglia ed entusiasmo e tante possibilità e tanto tutto) e non ho ringraziato e salutato anche voi che mi leggete (perchè durante le feste internet è davvero di troppo)

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La qualità è oggettiva?


Scritto il 04 novembre 2010

Stai per uscire dall'ospedale con il tuo neonato e lo hai già vestito con una salopette di jeans? Stai gia pianificando di andare all'Ikea con lui (di una settimana) o di metterti in coda al ristorante con il tuo poppante perchè tanto dorme sempre e non gli danno fastidio i rumori?

Non te la prendere ma secondo me hai bisogno urgente di un corso di riacquisto del buon senso: eccone uno, a cura di un gruppo di donne meravigliose.  Si lo so sono la solita rompiballe. Non vedi perchè il jeans per il neonato non vada bene (infondo lo usano tutti), e non ti sembra niente di male portare all'Ikea un bimbo di pochi giorni.

Se hai tempo un momento te lo spiego in poche parole. E se ti interessa avrai modo di approfondire. Il tatto per un bambino appena nato è vitale. Lui percepisce il mondo attraverso la pelle, perchè non ha altro modo per adesso. Le sue percezioni sensoriali sono tutto ciò che ha, perchè vuoi offrire a tuo figlio il jeans come benvenuto sulla terra invece di un tessuto morbido,  naturale,  che veicoli accoglienza, calore e delicatezza come la lana o la seta per esempio?

Credi che lui stia comodo in un paio di jeans? Solo perchè dorme la maggior parte delle ore del giorno pensi che sia uguale lasciarlo nella quiete della casa, con luce e musica soffusa piuttosto del dlin dlon si comunica che da questo momento il ristorante ikea è aperto ecc.. che rimbomba non solo nelle orecchie ma fa vibrare tutte le viscere di questa creaturina che è appena uscita da un guscio ovattato dove ha vissuto 9 mesi….? NON E' UGUALE.

Poi ognuno è libero di scegliere, ma non è uguale. C' è una qualità diversa. E anche se tutti dicono che vogliono il meglio per i loro figli forse hanno perso di vista qual'è. Se questa cosa vi suona sensata sappiate che molte scuole steineriane in giro per l'Italia organizzano incontri  dedicati in particolar modo a gravidanza, nascita e primi 3 anni del bambino.

Gli incontri sono aperti a tutti, anche alle famiglie che non frequentano la scuola, e hanno come obiettivo condividere conoscenze su questa fase delicata della vita, capirne il valore e il senso, osservarne lo sviluppo, vivere in modo consapevole i primi giorni,  oltre che ricevere preziose indicazioni pratiche sulla pappa, il sonno, il cambio, la cura del bambino.

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Qualche approfondimento (fatto e da fare)  su:

– Perchè i primi 3 anni di vita del bambino sono i più importanti della vita? E cosa fare per preservarli al meglio? – L'educazione sensoriale come base per una sana vita delle emozioni e dei sentimenti – L' importanza del movimento nel bambino piccolo – L' infanzia sonno della ragione

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Vecchie e nuove tradizioni di famiglia


Scritto il 25 marzo 2008

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E’ da quando abitiamo a Roma (quasi10 anni) che non vedo una Pasqua con il sole… ben ci sta dico io, vogliamo il caldo tutto l’anno qui nel sud del mondo, e fata primavera ci castiga: proprio nel più bello, quando il leprotto di pasqua è pronto a nascondere le uova in giardino e mama ha finito di preparare il cestino del picnic ecco la bufera, ore e ore di pioggia battente e noi a guardare i primi pettirossi infreddoliti sgambettare sui rami germogliati…
Insomma anche quest’anno la ricerca delle uova si è fatta in casa. Ma iniziamo dal principio.
Tradizione vuole che il leprotto di pasqua arrivi nella notte a nascondere le uova, nelle case dove ci sono bambini che lo aspettano. Non ovunque quindi: solo a casa di chi si è preparato ad accoglierlo!

I bambini hanno fatto dei disegni per lui e li abbiamo appesi in bella vista sperando che il leprotto li vedesse…. ( a proposito ho girato mezza Roma per cercare un libro di illustrazioni di uccellini per bambini come quello di soulemama ma ho trovato solo stupidi libri di foto…. possibile che non ci sia più nessuno che disegna??? e come si nutre la fantasia con l’enciclopedia dei volatili?)

Poi durante la notte mama ha colorato le uova, alcune sode altre ripiene di cioccolato, altre vuote…. giusto per confondere un po’ le idee sperando di ottenere l’effetto sorpresa… (ps, grazie a sol per il consiglio!)

Pasqua: ore 7.30 del mattino, tutti in piedi alla ricerca delle uova (i bambini si sarebbero alzati anche un’ora prima se non avessimo fatto di tutto per convincerli ad aspettare un po’). Via per la casa, ognuno con il suo cestino…. gioia allo stato puro…. mama guarda qui, mamam guarda là… (papa non ci poteva credere che mi ero inventata qualcosa anche per pasqua e teneva la testa sotto il cuscino facendo finta di niente…. ma neanche a pasqua si può dormire qui..?)

pasqua 2008

Questa tradizione sortisce l’effetto “entusiasmo e non-ci-sto-nella-pelle” solo a certe condizioni: che i bambini non abbiano un ovettokinder ogni volta che varcano le soglie di un supermercato ovvero tutto-l’anno…. e che il cioccolato sia un’eccezione e non una regola. Per i nostri figli è cosi. Alcune volte in coda al supermercato Lorenzopedro dice ad alta voce: l’anno prossimo a pasqua il leprotto porterà altre uova? Certo rispondo. Mi sembra normale che i bambini mangino le uova di cioccolata a pasqua e aspettino e desiderino e odorino con i loro nasini le uova di cioccolato per tutto il resto dell’anno… e sennò che gusto c’e’….
E’ il desiderio la parte migliore del gioco, ammettiamolo, o al massimo la sopresa, la cioccolata è buona si, ma dopo un po’ basta… e vogliamo parlare degli effetti dei picchi glicemici da zucchero?

Al massimo un’eccezione: potrete avere un ovettokinder l’ultimo giorno di scuola. Va bene bimbi??? Siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii, grazie mamma.
Vi sembriamo estremisti? Bene, allora dovreste vedere quante uova ha portato il leprotto a casa nostra… non si tratta di una vita di rinunce, si tratta solo di saper aspettare… e di imparare a desiderare.

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Imparare a respirare. Semplice no?

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Imparare a respirare. Semplice no?


Scritto il 20 agosto 2007

copyright sabrina d'orsi vivere semplice

Ho provato mille tipi diversi di yoga perchè tutti dicevano che funzionava contro l’ansia, gli sbalzi di umore e l’agitazione: Raja, Ashtanga, Integral, Iyengar, Kundalini. Per un sacco di anni la ritualità ad essi collegata non mi convinceva, non ne trovavo alcun giovamento, anzi mi innervosivo ancora di più a stare li ferma ad aspettare. Aspettare cosa

Avevo cercato in tutti i modi di sganciarmi dal crocefisso e ora mi ritrovavo di nuovo con le mani giunte. Ennò. Inoltre mi dicevano respira! ma certo che respiro, sto mica in apnea io. Ho scoperto tempo dopo che ci stavo, eccome, in apnea, solo che non lo sapevo.

Poi ho cominciato a fare yoga in gravidanza quando aspettavo il mio secondo figlio che al settimo mese non si era ancora girato nella giusta posizione. Un giorno la maestra Mara mi ha messo in una posizione a testa in giù e mi ha detto: ora stai tranquilla e respira, potresti sentire qualche sconvolgimento laggiù in fondo alla pancia e in effetti sentivo come una bolla d’aria gorgogliare…

Il giorno dopo facevo l’ecografia e Zeno si era girato. All’ora non sapevo che fosse dinuovo maschio e che con lui neonato e il primo (sempre maschio) saremmo andati a vivere per un po’  in India. A dir la verità non sapevo neanche che ne avrei avuto anche un altro, dopo un po’ di tempo, di maschio.

Ma forse era proprio destino che imparassi a conoscere i benefici dello yoga, visto che tutti e tre i miei figli si rivelarono essere talmente attivi (per fortuna non iperattivi) e scalmanati che una mamma normale (cioè una che non fa yoga) non ce l’avrebbe mai fatta.

copyright sabrina d'orsi vivere semplice

Casualità? Poi conosciuto la maestra Olga Nicodemi e lo Raja Yoga, lo yoga delle origini, il più antico e ho riconosciuto in lei tutta la saggezza intravista nelle persone conosciute nel nostro viaggio in India. Il Raja è un tipo di yoga abbastanza fisico ma non molto faticoso. E’ considerato uno yoga completo perchè lavora sul controllo del corpo e della mente attraverso il respiro.

Lo yoga non si propone di raggiungere alcun obiettivo, nè fisico nè mentale. E’ la strada che si percorre per arrivare in un proprio personalissimo luogo che è la consapevolezza. Le posizioni che il corpo assume sono potenti e rivelatrici, basta praticarle per qualche tempo per sentire tutta la loro efficacia.

Ora ho capito ed è facile dirlo.

Cosa c’è di speciale nello yoga? Alcune considerazioni, ragionamenti e indicazioni sulla mia esperienza con lo yoga.

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6 quello che mangi: dove trovare alimenti freschi e sani


Scritto il 02 maggio 2007

Sei quello che mangi:

agri2.jpgtutti lo sappiamo ma la maggior parte delle persone fa finta di niente. O forse crede che non sia vero. Poi si stupiscono se diventano allergici, intolleranti oppure se si ammalano. Il dottor Giannattasio, medico e agronomo, una volta ha detto una frase molto semplice: per mangiare sano dovremmo far finta che i supermercati non esistano e fare la spesa come si faceva 50 anni fa: tanta frutta e verdura comprata al mercato e scatolette solo in caso di emergenza. Approfondisci qui le sue parole

Nel nostro corpo ci sono circa cento trilioni di cellule che hanno bisogno di un adeguato nutrimento quotidiano, mentre noi spesso mangiamo di corsa cibi preconfezionati finendo col sentirci fiacchi, imprigriti e col vederci grassi. A volte mangiamo non per fame ma perche è ora di pranzo, oppure per saziare qualche altro bisogno che non è alimentare.

Il cibo riguarda tutti gli aspetti del nostro essere: l’umore, l’energia, la capacità di concentrarsi, gli impulsi sessuali, il sonno e la salute in generale: mangiare in modo salutare è la chiave del nostro benessere.

frutta

Se ciò che ingeriamo ogni giorno, tutti i giorni della nostra vita, è pieno di conservanti, coloranti, pesticidi, se il latte e la carne contengono antibiotici che vengono dati agli animali per non ammalarsi, se la frutta è gonfiata di ogni possibile veleno pur di mantenere una parvenza di vita anche in climi e condizioni impossibili… allora certo non possiamo pensare che stiamo facendo il nostro meglio per rimanere in salute.

Senza essere ortoressici o integralisti, ma solo con la pretesa di voler fare il meglio per noi e per i nostri figli, ecco cosa ci ha spinto a mangiare il più possibile sano e biologico a ridurre notevolmente carne, mozzarelle, salumi, caffè, zuccheri e farine bianche per dare la priorità a prodotti non raffinati, integrali e di buona qualità.

Perchè compriamo locale

Abbiamo provato un po’ di tutto: i gruppi di acquisto, la spesa al mercato, le gite fuori porta. I gruppi di gruppo di acquisto solidali GAS sono fantastici e sono ormai molto diffusi.  Insieme ad altre famiglie ci incontriamo una volta al mese, ogni membro si incarica di cercare un produttore per un determinato bene (pasta, parmigiano, olio, detersivi, ecc… ) e li propone al resto del gruppo.
Insieme scegliamo i produttori che vendono i prodotti che ci interessano e con loro stipuliamo degli accordi di acquisto spesso agevolati. Cerchiamo prodotti provenienti da piccoli produttori locali per avere la possibilita’ di conoscerli direttamente e per ridurre l’inquinamento e lo spreco di energia derivanti dal trasporto. Inoltre vogliamo prodotti biologici o ecologici che siano stati realizzati rispettando le condizioni di lavoro.

Cosa sono i Gruppi di Acquisto Solidale (G.A.S.)?
Un gruppo d’acquisto e’ formato da un insieme di persone che decidono di incontrarsi per acquistare all’ingrosso prodotti alimentari o di uso comune, da ridistribuire tra loro.

Si ma… perché si chiama solidale?

Un gruppo d’acquisto diventa solidale nel momento in cui decide di utilizzare il concetto di solidarieta’ come criterio guida nella scelta dei prodotti. agri4.jpgSolidarieta’ che parte dai membri del gruppo e si estende ai piccoli produttori che forniscono i prodotti, al rispetto dell’ambiente, ai popoli del sud del mondo e a colore che – a causa della ingiusta ripartizione delle ricchezze – subiscono le conseguenze inique di questo modello di sviluppo.

Perché nasce una G.A.S.?
Ogni GAS nasce per motivazioni proprie, spesso però alla base vi è una critica profonda verso il modello di consumo e di economia globale ora imperante, insieme alla ricerca di una alternativa praticabile da subito. Il gruppo aiuta a non sentirsi soli nella propria critica al consumismo, a scambiarsi esperienze ed appoggio, a verificare le proprie scelte.

Una rete
I gruppi di acquisto sono collegati fra di loro in una rete che serve ad aiutarli e a diffondere questa esperienza attraverso lo scambio di informazioni. Attualmente in Italia sono censiti un centinaio di GAS. Ecco il sito ufficiale qui potete trovare quello più vicino a voi.

Facciamo il pane

fare il paneAndrea ha cominciato a fare il pane con i bambini un po’ per scherzo un po’ per sfida. E ha ritrovato una manualità carica di senso e di soddisfazione. Questo per noi significa essere modelli degni di essere imitati per i nostri figli.

E’  incredibile scoprire che il pane che fate è il più buono mai mangiato in vita vostra (dopo un po’ di prove e di allenamento). Provate. Facendo il pane ormai con regolarità e con grande amore e divertimento ci siamo accorti che questa semplice attività mette in moto un “fare” speciale, qualcosa di unico che rende i pomeriggi in casa con i bambini un momento di calore e di gioia inpagabili

Approfondisci sul web

Che cos’è l’agricoltura biologica
Perchè mangiare biologico?
Mai sentito parlare della decrescita felice?
Leggi il manifesto della decrescita felice e fatti lo yogurt in casa!!

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